L’economista Mauro: «Valori migliori di quelli pre-crisi»

PESCARA . Un dato, quello dell’Istat, che complessivamente «conferma il dinamismo delle esportazioni, con valori superiori alla fase pre-crisi del 2008». Lo dice l’economista Giuseppe Mauro,...
PESCARA . Un dato, quello dell’Istat, che complessivamente «conferma il dinamismo delle esportazioni, con valori superiori alla fase pre-crisi del 2008».
Lo dice l’economista Giuseppe Mauro, professore ordinario di politica economica all’Università D’Annunzio.
Le imprese, dunque, sembrano che abbiano recuperato, anzi, in qualche caso addirittura aumentato il potere di esportazione?
«Analizzando il primo dato, quello generale dell’aumento del 2,3%, direi che siamo in presenza di un dinamismo piuttosto interessante e significativo.Le imprese che lavorano nel settore dell’export stanno manifestando una certa presenza su mercati internazionali, una cultura manifatturiera che si diffonde sul territorio, e innovazione, perché il tasso di competitività è piuttosto interessante».
Tutto oro, come si suol dire, quello che luccica?
«Bisogna stare attenti. Se facciamo il confronto con l’export su scala nazionale il dato è meno pronunciato, il che potrebbe significare che ci sono delle aree di crisi sulle quali occorre essere presenti e intervenire».
Disaggregando i dati, tuttavia, emerge una certa disomogeneità a livello territoriale...
Una seconda riflessione è quella relativa al tasso di concentrazione dell’export abruzzese, che richiede tre momenti di analisi. Il primo è di tipo territoriale, con la provincia di Chieti che assorbe intorno al 70 per cento dell’export abruzzese complessivo, con forte incidenza sul Pil regionale. Il secondo momento riguarda la tipologia imprenditoriale, che sembra concentrarsi ulteriormente sulle grandi imprese, anche se settori endogeni legati all’agroalimentare, che segnano una crescita costante, anche se l’incidenza non è elevata.
Il terzo elemento riflette la presenza settoriale, che vede premiati i mezzi di trasporto, i macchinari e le materie plastiche. Insieme assorbono circa il 70 per cento dell’intero export regionale».
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