L’evento è un’occasione unica per far scoprire i nostri luoghi d’eccellenza

Il presidente onorario dell’Associazione Giostra Cavalleresca immagina un progetto turistico che coinvolga tutta la provincia
SULMONA. Nei suoi 24 anni di attività, la Giostra Cavalleresca di Sulmona ha saputo promuovere e valorizzare l’immagine e le peculiarità della città ovidiana, contribuendo in termini positivi a far conoscere sia le bellezze e le tipicità dell’Abruzzo interno, sia la particolare singolarità del territorio regionale che – forse unico esempio nel panorama nazionale – è in grado di offrire le sue straordinarie ricchezze naturali: dalla montagna al mare, dai parchi ai laghi, fino alle terme. Per non dimenticare il patrimonio storico-artistico e la varietà dei prodotti enogastronomici che può vantare l’Abruzzo montano.
La Giostra Cavalleresca di Sulmona, in altre parole, ha interpretato – e continua ad interpretarlo alla grande – il ruolo fondamentale di “ambasciatrice” dell’Abruzzo in tutte le città e le comunità, italiane e straniere, con le quali ha stretto proficui rapporti di amicizia e di collaborazione, per prime la città tedesca di Burghausen e l’isola di Zante, in Grecia, che con Sulmona hanno siglato un gemellaggio istituzionale.
«Ora, però, è il momento giusto per veicolare queste rilevanti risorse in un progetto a più ampio respiro e capace di coinvolgere anche altre importanti realtà territoriali della provincia dell’Aquila» sottolinea Domenico Taglieri, nella sua duplice veste di presidente onorario dell’Associazione Giostra Cavalleresca e di presidente della Società di Scopo della Fondazione Carispaq. «Penso, per intenderci, ad un percorso che possa collegare, e ovviamente far scoprire ai grandi flussi turistici, i luoghi di eccellenza dei tre poli di attrazione dell’Abruzzo montano, vale a dire Avezzano, L’Aquila e Sulmona con i propri comprensori; un percorso in sintonia con la relazione tecnica illustrata anni fa al Consiglio Generale della Fondazione Carispaq dal compianto professor Marcello Vittorini, condivisa prioritariamente da tutte le forze politiche, economiche, culturali e sociali presenti in ogni territorio».
Rimasto purtroppo sulla carta, quel progetto prospetta direttrici ancora validissime e «tali da rappresentare il potenziale volano» precisa Domenico Taglieri «per la nascita e lo sviluppo di una nuova idea di economia integrata e fondata sulla promozione delle eccellenze dei territori interessati. Rivisitata e sponsorizzata dalla Società di Scopo della Fondazione Carispaq, che mi onoro di presiedere, quest’iniziativa ha tutte le carte in regola per tramutarsi in realtà. Nell’Abruzzo interno esistono tre parchi nazionali e numerose riserve che calamitano l’interesse degli amanti della natura, ma anche i siti archeologici costituiscono un importante e attrattivo itinerario tematico, da Alba Fucens ad Amiternum e Peltuinum; inoltre, le emergenze archeologiche della Valle dell’Aterno, Corfinio, il tempio di Ercole Curino sul Morrone, le vestigia romane in Sulmona, il sito di Ocriticum vicino a Cansano, la cittadella di Jovanum sulla Maiella, fino ad Aufidena, l’attuale Castel di Sangro».
«Messo a punto un “percorso-tipo” in accordo con le componenti politiche, amministrative, imprenditoriali e commerciali dei singoli territori» spiega il presidente Taglieri «nei poli di riferimento – Avezzano, l’Aquila e Sulmona – si possono predisporre i servizi sussidiari per i trasferimenti degli ospiti, gli incontri a tema sulle produzioni alimentari, le visite guidate delle cantine, delle aziende agricole e commerciali, l’allestimento di spettacoli, mostre, sagre, mercati di prodotti tipici (eno-gastronomia, artigianato artistico e di pregio) e, più in generale, di ogni altra proposta capace di accrescere e diversificare l’offerta turistica».
«In questo contesto» prosegue Taglieri «un posto di primo piano è riservato anche ai percorsi d’interesse culturale e religioso. È semplicemente suggestivo immaginare una sorta di fil rouge che possa legare Ovidio a Sallustio, Ignazio Silone a Gabriele D’Annunzio e al parco letterario di Anversa, l’antropologo e folklorista Antonio De Nino allo studioso sangrino Vincenzo Balzano. Per non dire delle straordinarie prospettive di un itinerario dedicato a Celestino V: basilica di Collemaggio all’Aquila, valle dell’Aterno (percorsa da Pietro l’eremita prima dell’incoronazione), Castelvecchio Subequo (dove Pietro fece tappa e pernottò nel convento francescano), Sulmona (abbazia di Santo Spirito al Morrone ed eremo di Sant’Onofrio), Pescina (città natale di Silone, autore dell’opera “L’avventura di un povero cristiano”). Si pensi, poi, ai riti della Settimana Santa e alla “Madonna che scappa in Piazza” di Sulmona, alla “Corsa degli zingari” di Pacentro, a San Domenico e ai “serpari” di Cocullo, al circuito degli eremi e dei santuari, alla rete dei castelli e delle rocche medioevali, considerando che la provincia dell’Aquila ne conserva il maggior numero in Europa».
«Come presidente onorario dell’associazione Giostra» argomenta Domenico Taglieri «vorrei rimarcare le enormi potenzialità che le Giostre cavalleresche di piazza Maggiore possono ancora esprimere sul piano dell’attrattiva turistica, in Italia e in Europa. Alla tradizionale e affascinante “Giostra dei Borghi più belli d’Italia”, quest’anno sarà ospite Valentin Nahimana, sindaco di Gitega, seconda città del Burundi e capitale del piccolo stato africano, mentre alla XVIII edizione della Giostra Europea saranno protagoniste le delegazioni di Colchester (Inghilterra), Costanza (Romania), Burghausen (Germania), Požega (Croazia), Zante e Corfù (Grecia) e Serravalle (Repubblica di San Marino)».
«Ci sarebbe anche un’altra iniziativa alla quale tengo tantissimo. L’anno venturo, in occasione dei 25 anni di vita della Giostra» conclude Taglieri «vorremmo invitare a Sulmona tutte le delegazioni straniere – sono ben 22 in rappresentanza di 14 nazioni – che finora hanno partecipato alla Giostra europea. L’intento è quello di sottoscrivere un documento comune che, oltre a rinsaldare i legami di amicizia costruiti in questi anni, riconosca a Sulmona il ruolo e la prerogativa di “città europea delle Giostre Cavalleresche”, per aver ideato e organizzato dall’anno Duemila un torneo equestre d’interesse continentale: il suggello a quanto di buono è stato fatto e quanto ancora si può, e si deve fare, per avviare l’auspicato rilancio economico dell’Abruzzo montano».

