«L’impianto rifiuti non è dannoso» Perazzetti in difesa del progetto

Il sindaco rompe il silenzio in consiglio comunale e si schiera con il piano da 30 milioni di Ambiente «Il biodigestore non provocherà inquinamento: contano soltanto gli studi». Protesta l’opposizione
CITTÀ SANT’ANGELO . «Noi siamo contro ogni tipo di impianto che possa provocare effetti inquinanti sul territorio, ma visto che tutti gli studi fatti fin qui hanno dimostrato che questo non è il caso del biodigestore, non vedo perché il progetto non possa andare avanti». A dirlo è il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti che con il suo pensiero riassume di fatto il contenuto dell’emendamento redatto dall’assessore Simona Rapagnetta sulla risoluzione Piano di Sacco presentato da 8 consiglieri comunali, Melchiorre, Ciavattella, Longoverde, Patrizii, Seracini, Spacco, D’Anteo e Caralla. Gli otto, attraverso il documento, avevano chiesto una presa di posizione del sindaco e dell’amministrazione sulla costruzione dell’impianto da 30 milioni di euro (15 privati e 15 pubblici) per il trattamento di 60mila tonnellate all’anno di rifiuti organici. Quasi 5 ore di discussione, condita con numerose interruzioni decise dal presidente del consiglio comunale Antonio Plevano, avvenute davanti a diversi cittadini, contrari alla realizzazione del biodigestore a Piano di Sacco. Quello che i consiglieri di opposizione, ma anche quelli di Uniti per Città Sant’Angelo, usciti fuori dalla maggioranza, chiedevano e continuano a chiedere è una presa di distanza dalla volontà di Pescara e del sindaco Carlo Masci, anche lui socio di Ambiente, che ha manifestato l’intenzione di proporre una modifica dello statuto e l’inserimento di un terzo amministratore nel cda della società che cura la gestione dei rifiuti, che tra le altre cose si prepara a nominare il 2 agosto il nuovo presidente. Una prospettiva che ha già incontrato il parere negativo del sindaco di Spoltore Chiara Trulli e che ha acceso la discussione tra tutti i centri dove Ambiente opera.
«Non siamo contro questo tipo d’impianto, ma sosteniamo che sia stato sbagliato il metodo per l’individuazione del terreno dove realizzarlo», dicono i consiglieri Melchiorre e Ciavattella durante il lungo pomeriggio, «in questo modo siamo succubi delle scelte di Ambiente. Se Pescara vuole il biodigestore, trovasse il terreno dove costruirlo». Ancora una volta a finire nel mirino dei detrattori della struttura sono stati i presunti cattivi odoro e i rischi per la salute con pericolo inquinamento, tesi da cui però la maggioranza ha preso le distanze, affermando di attenersi esclusivamente ai pareri di esperti qualificati, evitando di incappare in teorie e congetture. Di fatto, posizioni che gli schieramenti politici hanno preso già da tempo e che con ogni probabilità verranno riproposte nei prossimi appuntamenti in cui il biodigestore di Piano di Sacco tornerà ad accendere il dibattito politico. Nel frattempo la macchina organizzativa può proseguire.

