L'intuizione di Zupo fa scoprire maxi evasione da 50 milioni

6 Luglio 2017

La polizia postale del Lazio, guidata dall'ex capo della squadra mobile di Pescara, scova una società di e-commerce che vendeva su Internet telefonini e televisori a prezzi scontati evadendo l'Iva: 10 arresti

PESCARA. C'è il lavoro dell'ex capo della squadra mobile di Pescara, Nicola Zupo, dietro un'operazione che ha portato all'arresto di 10 persone e alla scoperto di una maxi evasione fiscale da 50 milioni di euro. Zupo è primo dirigente della Polizia Postale e dirigente compartimento polizia postale e delle Telecomunicazioni del Lazio, il reparto che ha indagato su una società di commercio su Internet che vendeva smartphone, televisori, consolle e videogiochi a prezzi concorrenziali grazie alla sistematica evasione dell'Iva. E' questa l'accusa scattata nei confronti della società di e-commerce che ha portato all'emissione di 18 ordinanze di custodia cautelare, di cui 10 eseguite, nei confronti di altrettanti soggetti accusati di associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale. Dalle indagini della Polizia e dell'ufficio delle Dogane di Roma è emerso che l'organizzazione operava attraverso due siti Internet che avevano un grosso seguito ed erano riconducibili ad una società maltese. Evadendo l'Iva, gli 'stockistì mettevano in vendita i prodotti con uno sconto del 20%, riuscendo così a fare concorrenza ai colossi del mercato on line. Gli accertamenti hanno consentito di accertare un'evasione di oltre 50 milioni. Gli investigatori della Polizia Postale e degli uomini dell'ufficio delle Dogane hanno anche scoperto che la società maltese che gestiva il sito ha operato dal 2012 nominando ogni anno una diversa società concessionaria esclusiva per l'Italia che, in realtà, era una via di mezzo tra una società 'cartierà e una scatola vuota che aveva l'unico scopo di rendere difficili i controlli dell'amministrazione fiscale italiana. Compito, questo, svolto con modalità diverse da tre commercialisti e un collaborare fiscale. La Polizia Postale sta ora procedendo ad oscurare il sito dove venivano commercializzati i prodotti che aveva un volume di affari di oltre 250 milioni.