La baraccopoli della droga nei palazzi abbandonati: «In venti vivono tra i rifiuti»

25 Luglio 2023

Accanto al Ferro di cavallo, tre stabili occupati dai tossicodipendenti nel degrado I consiglieri in sopralluogo scoprono una donna priva di sensi: «Bomba sociale»

PESCARA. Ci sono i letti con le lenzuola colorate e i cuscini; ci sono i comodini con i cassetti per tenere in ordine la biancheria, gli specchi e i quadri; c’è il salotto da esterno con le sedie sdraio e il barbecue per cuocere la carne; ci sono le casse per sentire la musica durante le notti d’estate; a terra ci sono le siringhe usate, le bottiglie spaccate e le scatole di medicine. Benvenuti nella baraccopoli di Pescara a un passo da via Tiburtina con i palazzi residenziali, i negozi e le concessionarie di auto. Siamo negli ex palazzi Clerico, in via Tavo, accanto allo scheletro del Ferro di cavallo che ogni giorno si assottiglia e si riduce in macerie. Ma l’abbattimento del fortino dello spaccio non basta a cancellare il degrado di una zona ormai fuori controllo.
DONNA SENZA SENSI Da decenni, i palazzi mai finiti accolgono i tossicodipendenti che distruggono la recinzione: il rudere è occupato sotto gli occhi dei residenti che adesso, con i cellulari, riprendono episodi di spaccio, bivacchi e sesso all’aperto. E ieri quel degrado l’hanno visto anche i consiglieri comunali arrivati a Rancitelli per un sopralluogo: il consigliere Armando Foschi, presidente della commissione Sicurezza, ha aperto la seduta ma è stato costretto a fermarsi per chiedere l’intervento del 118 a causa di una tossicodipendente svenuta e distesa a terra tra i rifiuti. «Quando siamo arrivati, dalla recinzione scardinata, abbiamo intravisto, sulle scale, il corpo di una donna priva di sensi e abbiamo chiesto l’intervento di un’ambulanza per il suo soccorso e per il trasporto in ospedale. Nel frattempo», racconta Foschi, «abbiamo assistito a un andirivieni paradossale tra quei ruderi: donne che uscivano con le bici e a piedi, extracomunitari che facevano avanti e indietro, loschi figuri che si aggiravano tra gli scheletri nascondendosi tra i rovi. È stato sufficiente entrare per scoprire un mondo invisibile: i palazzi sono oggi un rifugio per disperati, una bomba sociale che rischia di esplodere». In strada sono arrivati anche i residenti della zona che protestano contro lo spaccio, contro le prepotenze e contro il degrado. Sul posto anche i vigili urbani, la polizia e i carabinieri.
ANNO 1969 La storia degli ex palazzi Clerico è lunga e si apre nel 1969, l’anno dello sbarco dell’uomo sulla luna: il 29 febbraio di quell’anno – il sindaco era Giuseppe Zugaro De Matteis della Democrazia cristiana – presero il via i lavori per costruire 9 palazzine con il sogno-scommessa di dare una casa al popolo degli operai. Però le compravendite dei primi 4 immobili si fermarono e gli altri 5 edifici sono rimasti da sempre sulla carta; poi, nel 1985, lo stop ai lavori ordinato dal Comune. Adesso, gli scantinati sono allagati con due metri d’acqua sporca e l’immondizia galleggia nella melma; tutto il resto è in mano ai tossicodipendenti. L’ultimo progetto che risale al 2020 – abbattere i ruderi e costruire tre palazzine per 74 appartamenti di housing sociale – è fermo.
«IN PROCURA» «Nei giorni scorsi», dice Foschi, «è scaduta l’ennesima ordinanza per la bonifica immediata dell’intera area e l’installazione di una recinzione realmente invalicabile, nell’attesa che i proprietari decidano se abbattere o meno i ruderi. L’ordinanza è rimasta disattesa e ora l’amministrazione comunale procederà con gli atti consequenziali, compreso l’interessamento della Procura».
STANZE NEL DEGRADO Con il Ferro di cavallo in fase di demolizione, i fantasmi si sono trasferiti tutti a pochi passi: qui hanno costruito case di fortuna con cucina, camere da letto, salotti. Ci sono i fornelli con le posate; c’è il ripiano per saponi, profumi e detersivi; ci sono decine di biciclette rubate tutte in fila come se fosse un negozio; a terra i gratta e vinci e l’illusione di un’altra vita; c’è anche un orsacchiotto su una sedia di plastica. Di giorno, i tossicodipendenti escono alla spicciolata e si disperdono per le vie di Rancitelli; di notte, si radunano. Tra i residenti c’è chi racconta che siano più di venti gli inquilini degli ex palazzi Clerico. «Ora», continua il consigliere, «va risolto il problema sicurezza: chiediamo al sindaco Carlo Masci di sollecitare l’immediata convocazione di un tavolo per l’ordine e la sicurezza con il prefetto al fine di predisporre un’azione coordinata che ci consenta di riportare quanto meno ordine e dignità nel quartiere». Risale al 24 gennaio del 2020 una mozione per l’abbattimento degli stabili. Più di tre anni e non è cambiato niente: «Ieri», chiude Foschi, «abbiamo confermato che non è più tollerabile la presenza degli scheletri dei palazzi. I cittadini sono esasperati e ricordano che quei manufatti sono da sempre ricettacolo di degrado sociale, luogo di spaccio e consumo di droga».