La carica dei 100mila E in Abruzzo vanno tutti nel pallone

Sono 99.476 gli atleti tesserati nel 2015, un terzo nel calcio La provincia di Chieti ha il maggior numero di società: 517
PESCARA. Lo stato di salute dello sport abruzzese è buono, in linea con quello italiano alle prese con una crisi economica che si ripercuote anche sull’attività agonistica. Sono poco meno di centomila gli atleti tesserati per le varie federazioni, con una proporzione di 7.654 ogni centomila abitanti. Lo stesso trend che si registra a livello nazionale (4,5 milioni di atleti tesserati). E ci sono, poi, le varie eccellenze che non si limitano alle squadre professionistiche del calcio (Pescara e Teramo); ci sono, infatti, le medaglie olimpiche abruzzesi, l’ortonese Paolo Nicolai (argento nel beach volley a Rio de Janeiro) e il pescarese Francesco Di Fulvio (bronzo nella pallanuoto nell’agosto scorso). Il calcio è la disciplina sportiva regina, attrae i più piccoli ed è la più popolare.
I dati del 2015, forniti dal Coni, parlano di poco meno di 30.000 atleti tesserati in Abruzzo, esattamente 29.980. Si tratta di un dato sostanzialmente in equilibrio con gli anni precedenti, mentre nel 2016 c’è stata una leggera diminuzione.
Il ruolo del Coni. Il calcio la fa da padrone davanti alla pallavolo, il basket, il tennis e il nuoto. A ruota le altre discipline. Il volley e la pallacanestro traggono benefici (anche) dall’attività nelle palestre scolastiche. Ed ecco che entra in scena il Coni. Che negli anni ha visto trasformata la sua mission.
Oggi in Abruzzo le risorse sono concentrate essenzialmente sulle scuole con due progetti destinati ai bambini delle elementari e con altre iniziative che durante l’anno coinvolgono circa 300 insegnanti. “L’Abruzzo in movimento” e “Sport in classe” sono i due fiori all’occhiello di Enzo Imbastaro, il 69enne presidente regionale del Coni, che il 4 marzo sarà confermato nell’incarico. «Il progetto triennale “Scuole in movimento” (scade nel 2018, ndr) prevede», spiega Imbastaro, «due ore di attività motoria a settimana nella prima e nella seconda classe elementare, coinvolgendo circa 20mila bambini. Il Coni è capofila del progetto insieme all’ufficio regionale scolastico e alle due facoltà di Scienze motorie, a Chieti e L’Aquila. “Scuole in movimento” è al secondo anno dei tre previsti ed è stato finanziato dalla Regione Abruzzo attraverso i fondi del piano di prevenzione nazionale dell’obesità infantile».
E poi c’è “Sport in classe” riservato agli alunni delle terze, quarte e quinti elementari. «Sono due ore di attività motoria ogni settimana con insegnanti del Coni che coordinano il lavoro dei maestri».
Tutto questo per «preparare i ragazzi all’attività agonistica. Il lavoro è finalizzato a consegnare alle varie società dei bambini che sanno già che cos’è l’attività fisica, li educhiamo allo sport e ai comportamenti da tenere nella vita», sostiene Imbastaro, ex professore di educazione fisica che ha speso una vita nel mondo dell’atletica.
Nel tempo il Coni si è trasformato, specialmente a livello periferico. I comitati provinciali sono scomparsi, non hanno autonomia finanziaria e amministrativa. Esistono dei delegati sul territorio. Il bilancio del comitato regionale era di circa 700mila euro nel 2013, solo attraverso i finanziamenti dei due progetti “L’Abruzzo in movimento” e “Sport in classe” è lievitato fino a 1,6 milioni. I trasferimenti da Roma si sono ridotti nel tempo. Viene svolto un lavoro dietro le quinte, fatto di formazione dei tecnici e di attività per i ragazzi in estate. «Le difficoltà economiche si ripercuotono sull’attività dilettantistica di base», aggiunge Enzo Imbastaro, «che oggi è quasi esclusivamente a carico delle famiglie e degli appassionati. Ci sono dei problemi oggettivi, ma nonostante ciò emergono dei talenti. La nostra è una terra prolifica. Si fanno strada i vari Paolo Nicolai e Francesco Di Fulvio che arrivano fin sopra al podio olimpico, colmando un vuoto durato 12 anni (l’ultima medaglia era quella di Fabrizia D’Ottavio nel 2004 nella ritmica ad Atene, ndr). Ma penso che alle prossime olimpiadi avremo anche Alessia Iezzi nel tiro a volo, la 21enne di Chieti promette bene; speriamo nella definitiva consacrazione del francavillese Simone Fontecchio (EA7 Milano) nel basket. E poi ci sono altri talenti in erba che fanno ben sperare. Da parte nostra, cerchiamo di sostenere, ogni anno, lo sviluppo dei talenti anche con borse di studio riservate ai dodici migliori giovani».
Gli altri numeri. Secondo il rapporto Coni del 2015, sono 1.807 le società sportive in Abruzzo con la provincia di Chieti capofila (517).
Chieti, di conseguenza, primeggia anche nel numero dei dirigenti (4.257 sui complessivi 13.754), dei tecnici (1.754 su 6.054) e atleti (28.910 su 99.476). Se i numeri degli atleti tesserati nel calcio non ha subito sostanziali variazioni nel corso degli ultimi anni, va evidenziato un incremento nel basket: in percentuale quasi il 10%. Le strutture erano e restano un problema, anche se rispetto al passato la situazione è leggermente migliorata. Ne servirebbero altre per far fronte alle esigenze di base. «Il dato dei tesserati (99.476, ndr) in Abruzzo è in leggero aumento rispetto al passato», conclude Enzo Imbastaro, «e questo ci conforta. Ma oggi fare sport significa anche avere a che fare con il fisco, da qui l’istituzione di uno sportello fiscale in seno al comitato curato dal dottor Fava e dal suo staff. Le società e i dirigenti hanno bisogno di un supporto per portare avanti l’attività, evitando di incappare il violazioni alla legge».
@roccocoletti1
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