La casa di riposo De Cesaris: 87 anziani, conti mai pagati

18 Novembre 2014

Spoltore, i vecchi gestori inviano 150 mila euro di ingiunzioni alla Asl Sotto accusa le rette di 10 anni fa e le fatture delle medicine, partono le cause

SPOLTORE. I conti mai pagati per i ricoveri di 87 anziani, 10 anni fa, e le fatture delle medicine: fanno oltre 150 mila euro. La casa di riposo De Cesaris di Spoltore è al centro di due decreti ingiuntivi contro la Asl di Pescara. I vecchi gestori della rsa – adesso la casa di riposo è amministrata dalla De Cesaris Medaglia d’oro srl dei gruppi Pierangeli, Petruzzi e Spatocco –, il consorzio Gesti e la cooperativa Ambra, chiedono il saldo delle fatture e anche gli interessi di mora. La risposta della Asl è una fotocopia per entrambi i casi: «Le pretese appaiono prive di fondamento». Via alle cause

Il decreto ingiuntivo che il consorzio Gesti ha ottenuto dal tribunale di Pescara ammonta a 124.633,60 euro «oltre agli interessi moratori, al risarcimento dei costi di recupero e alle spese». Il contenzioso riporta indietro fino al 2004 – e in questo caso se la Asl fosse condannata a pagare, il conto degli interessi sarebbe alto – e a una «sperimentazione di attività assistenziali alternative al ricovero nel reparto di Geriatria»: in base al decreto ingiuntivo, la Gesti ha assistito, dal settembre 2004 al dicembre dello stesso anno, 87 anziani «inviati dalla Usl di Pescara» a causa della Geriatria troppo piena. «Per queste prestazioni sanitarie assistenziali, il consorzio ha emesso nei confronti della Asl fatture varie», spiega una delibera della Asl. Il decreto ingiuntivo parla, però, di una «promessa» non mantenuta da parte della Regione, all’epoca amministrata dal centrodestra di Giovanni Pace: «Per il progetto», ricostruisce la Asl, «la Regione aveva autorizzato un finanziamento di 600 mila euro ma la Regione stessa non ha mai effettuato il versamento alla Asl così come promesso nella riunione del 24 giugno 2004 tenuta all’assessorato regionale alla Sanità tra la Asl, la rsa e l’assessore regionale». Senza i soldi della Regione, dice la Asl, «le pretese della ricorrente appaiono a un primo esame prive di fondamento». Di conseguenza, la Asl è decisa a opporsi al decreto ingiuntivo: l’incarico della difesa è stato affidato all’avvocato Vincenzo Antonucci.

Il secondo decreto ingiuntivo ammonta a 33.724,99 euro «oltre agli interessi moratori». Secondo la cooperativa Ambra, «l’importo», spiega un’altra delibera della Asl, «deriva dal mancato pagamento della fattura 5.360/2013 emessa a seguito dell’erogazione di farmaci a favore di assistiti ricoverati nella struttura». Non appena notificato il decreto ingiuntivo, la Asl ha chiesto una verifica al direttore della farmacia ospedaliera: «Tenuto conto della nota, si evince che le pretese della ricorrente appaiono a un primo esame prive di fondamento». Anche in questo caso, la Asl va in causa contro il decreto ingiuntivo: l’incarico della difesa è stato affidato all’avvocato Lorenzo Lupo Timini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA