La città attende i saldi I negozianti: a Natale gli affari ancora giù

Il bilancio delle feste: ripartenza timida per lo shopping In media, ogni pescarese spenderà 119 euro per gli acquisti
PESCARA. Cominciano domani i saldi nel Pescarese e in tutto l’Abruzzo e dureranno 60 giorni. Lo shopping con le promozioni, a livello nazionale interessa oltre 15 milioni di famiglie. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni persona spenderà circa 119 euro. Una somma leggermente in aumento rispetto ai 111 euro pro capite nei saldi 2021, ma in diminuzione dai 140 del 2020. Gli esercenti ripropongono le loro aspettative sugli acquisti scontati, dopo un Natale di affari non scintillante, offuscato dalla riaccelerazione del virus che ha chiuso un anno fatto di alti e bassi, cominciato con il segno negativo per le restrizioni del primo semestre, seguito dalla ripartenza tra primavera ed estate trainata dall’allargamento delle maglie delle limitazioni e dal desiderio di un ritorno alla socialità.
«Terminata la fase di lockdown», commenta Gianni Taucci, di Confesercenti Pescara «c’è stata una ripartenza timida nello shopping. I mesi estivi hanno consegnato una ripresa, che tuttavia non è paragonabile agli anni precedenti». Secondo il direttore dell’associazione, sono cambiate «le abitudini dei consumatori ormai stabilmente. I lockdown passati hanno acceso la voglia di stare insieme e quindi di spendere di più nella ristorazione, ma hanno anche abituato i consumatori agli acquisti online». A completare il quadro, «la riduzione della capacità di spesa e la continua incertezza. Tanti sono andati in cassa integrazione e quindi hanno minori possibilità. Sul piano delle imprese, poi, c’è bisogno di uno strattone importante sulla defiscalizzazione e sull’abbattimento delle tasse». A scontare le conseguenze peggiori sono per Taucci turismo e ristorazione, i comparti che nell’evoluzione della pandemia «sono i primi a subire le limitazioni, con cali di fatturato significativi. Sicuramente l’estate è stata importante, così come l’autunno dettato dalla volontà delle persone di stare in compagnia, ma ricordiamoci che per recuperare i danni subiti in passato ci vogliono anni».
A riportare un po’ di luce sullo scenario economico pescarese è stata l’estate. Ne è convinto il presidente di Confcommercio, Riccardo Padovano: «Dopo due anni di chiusura, l’infinita miriade di Dpcm e la confusione del passato, quando è arrivata la riapertura, abbiamo potuto sfruttare il comparto mare e quindi abbiamo visto una notevole ripresa, superando il 20% in più del 2019. Con le restrizioni le persone hanno riscoperto i valori del nostro territorio e il mare è un anello importante per il commercio pescarese e dell'hinterland. Bene anche la ristorazione grazie alle consumazioni all’aperto, e alle occupazioni del suolo pubblico gratuite garantite dalle amministrazioni. Chiudiamo però», evidenzia Padovano, «con una nota stonata: lo stop ai locali da ballo e discoteche comunicato il 23 dicembre. Non entriamo nel merito della decisione, ma sulla tempistica. Così come il governo è stato celere nella scelta, allora deve essere altrettanto tempestivo nell’inserire i ristori per i locali di intrattenimento, prendendo come riferimento gli incassi del capodanno 2019».
«Se rispetto al 2020 il settore dell’abbigliamento ha retto, raffrontando con il 2019 parliamo di perdite che oscillano tra il 10 e il 30% in meno», analizza Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato Pescara, «ad eccezione di chi si è ingegnato e magari ha compensato puntando sulle vendite online o con altre strategie. Per la ristorazione la situazione è più delicata. Il vero dramma si nota dal confronto con il 2019. In questo caso parliamo di un 25 -50 per cento di meno, a seconda che siano ristoranti o cocktail bar. Nella zona del distretto di piazza Muzii, poi, la situazione è anche più drammatica. Il 10% dei locali chiuderà definitivamente a breve. Altri stanno pensando di sospendere temporaneamente perché con l’attuale situazione l’attività è anti economica, per poi valutare cosa fare a primavera».

