La funzionaria tuttofare si sfoga: «Se mi capita, la faccio pagare»

PESCARA. Ore e ore di conservazioni intercettate: dalle spiegazioni delle delibere ai commenti sulle decisioni politiche fino agli sfoghi personali. Da questi colloqui, gli investigatori della...
PESCARA. Ore e ore di conservazioni intercettate: dalle spiegazioni delle delibere ai commenti sulle decisioni politiche fino agli sfoghi personali. Da questi colloqui, gli investigatori della squadra mobile di Pescara che hanno indagato sulla City – 15 indagati tra politici, amministratori e imprenditori per abuso d’ufficio e abuso edilizio – dicono che «un ruolo determinante» nell’operazione della nuova sede della Regione è stato ricoperto da una funzionaria aquilana, Everina Di Filippo. Non è neanche indagata la Di Filippo, ma (anche) attraverso le sue conversazioni gli inquirenti ricostruiscono le tappe dell’affare da 42 milioni di euro (Iva compresa): è lei la funzionaria che ha curato gli atti portanti dell’acquisto del complesso in costruzione lungo via Tiburtina e di proprietà di un gruppo di imprenditori pescaresi riuniti nella spa Iniziative immobiliari.
Di Filippo è stata ascoltata dalla Mobile come testimone ma, per gli investigatori, «che sulla vicenda sappia molto più di quanto abbia detto è cosa evidente». In un’intercettazione con un ingegnere quasi risponde ai poliziotti: «Probabilmente non sanno bene qual è stato il mio ruolo in tutta la vicenda... che sono entrata quando le cose erano già decise».
Le questioni importanti della Regione, vista la sua qualifica di responsabile dell’amministrazione dei beni immobili, si incrociano sulla sua scrivania: ex Cofa, ex Fea, la City. E lo stesso presidente Pd Luciano D’Alfonso la sollecita: «Mi raccomando», le dice il presidente parlando dell’ex Cofa e dell’ex Fea.
La Di Filippo, sostiene la polizia sull’ultimo rapporto mandato in procura il 15 dicembre scorso, «emergeva come personaggio che aveva avuto un ruolo determinante nell’attestare la regolarità tecnica della procedura. La stessa, peraltro, come è emerso nelle intercettazioni, godeva di alta considerazione da parte del segretario del presidente, Claudio Ruffini, e dello stesso D’Alfonso».
Di telefonate la funzionaria ne riceve tante: «Ma poi quando non c’è nessuno che fa una cosa ti chiama», dice senza fare nomi, «tant’è che l’altro giorno pure ho dovuto dire: si ma scusa, ma perché mi stai a dire a me sta cosa?... e vabbè perché tanto sennò chi lo fa? No, non è così... mi voglio riprende’ qualche spazio... anche perché poi pure per l’immagine... cioè poi alla fine veramente passi per quella che veramente c’ha tutto in mano... poi in cambio a che? Cioè, sembra quasi... no?... una che tira le fila».
In un altro colloquio, la Di Filippo si sfoga e, secondo la Mobile, lo fa dopo «aver appreso che forse la sua promozione a dirigente regionale potrebbe essere stata pregiudicata per aver avuto incarichi pertinenti alla City: «Comunque guarda... io non lo so... perché poi non sono capace non so ma veramente a questo punto forse a qualcuno la farò pagare eh... cioè se mi capita l’occasione a questo punto qualcuno ci rimette le penne... forse non si dovevano fidare così tanto di me».
Un’altra intercettazione tra la Di Filippo e un funzionario sembra reggere la tesi dell’accusa sul differente carico antropico da uffici privati (prima destinazione della City) a uffici pubblici (dopo il cambio di destinazione d’uso acconsentito dall’amministrazione Albore Mascia) e cioè sulla quantità di persone che ogni giorno frequenterebbero la City a ridosso dell’aeroporto e quindi in una zona considerata a rischio. «Che poi», dice il funzionario, «questo discorso del carico antropico...a me...non mi convince proprio! Niente, perché...insomma loro hanno rimesso una dichiara... Io sarei curioso di leggere la dichiarazione... perché è stata rimessa la dichiarazione del... come dice il presidente del “portatore d’interessi”. Ma può essere che il “portatore di interessi” che dichiara che non c’è l’aumento del carico antropico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

