La lotta contro i rincari parte nel 2018 Un confronto serrato con tre governi

7 Dicembre 2022

CARSOLI. È iniziata nel 2018 la battaglia dei sindaci abruzzesi e laziali contro il caro pedaggi. Alla vigilia del nuovo anno vennero annunciati dei rincari del 18,48% dei pedaggi dell’A24 e A25 che...

CARSOLI. È iniziata nel 2018 la battaglia dei sindaci abruzzesi e laziali contro il caro pedaggi. Alla vigilia del nuovo anno vennero annunciati dei rincari del 18,48% dei pedaggi dell’A24 e A25 che fecero mobilitare subito gli amministratori. Il primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, si mise a guida di un comitato che iniziò a dialogare con il ministro dei Trasporti e della mobilità sostenibile dell'epoca, Danilo Toninelli, per bloccare gli aumenti. Negli anni il gruppo di sindaci abruzzesi e laziali è cresciuto fino a raggiungere oltre 115 componenti e il dialogo con i vari ministri che si sono susseguiti - Paola De Micheli, Enrico Giovannini e ora Matteo Salvini - non si è mai interrotto. Il comitato di anno in anno ha chiesto, e ottenuto, il blocco delle tariffe che puntualmente a fine anno si presentava pretendendo anche dal concessionario (Strada dei Parchi prima e Anas ora) e dal Governo di turno anche delle garanzie su tariffe bloccate e messa in sicurezza di alcuni tratti delle arterie autostradali. Manifestazioni nelle strade romane, proteste fuori dai caselli autostradali e lettere di appello hanno caratterizzato gli ultimi quattro anni. I sindaci non si sono mai dati per vinti e hanno continuato a ribadire la necessità di costituire un tavolo permanente per affrontare due grandi tematiche: tariffe e sicurezza. Intanto oggi al Tar del Lazio si discuterà l'udienza di merito sulla controversia tra il Governo e Strada dei Parchi per la gestione di A24 e A25. Strada dei Parchi spa (Gruppo Toto) ha presentato ricorso anche in sede europea contro la revoca della concessione decisa a luglio dal governo Draghi a favore di Anas. Nei giorni scorsi l'ex concessionario ha spiegato che oggi si deciderà se rinviare o meno la questione all'esame della la Corte costituzionale e comunque i giudici si pronunceranno nel merito.