La marcia via chat di Voce comune Pescara: «Prezzi, gli aumenti sono un’emergenza»

7 Novembre 2026

Domani sit-in del gruppo Whatsapp:

«Manifestazione pacifica, non cerchiamo gli scontri»

PESCARA

Erano pronti a scendere in strada lunedì scorso per protestare contro il carovita che svuota gli stipendi ma la pioggia ha fermato quella manifestazione  «pacifica, apartitica e autorizzata». Domani mattina alle ore 10, davanti alla stazione di Pescara Porta Nuova, il corteo organizzato via chat torna protagonista per denunciare che l’aumento dei prezzi – dai carburanti alle bollette della corrente elettrica e del gas fino alla spesa quotidiana – è ormai «un’emergenza».

La protesta di Voce comune Pescara – così si chiama il gruppo nato su Whatsapp come risposta alle chat dell’odio finite nel mirino delle Digos con 4 denunce per il reato di istigazione a delinquere – partirà dalla stazione di Porta Nuova, dirigendosi verso via Vittoria Colonna, per poi proseguire lungo viale Marconi; a seguire tappa in piazza Unione, sotto la sede del consiglio regionale; tappa finale in piazza Italia, tra il Comune di Pescara e la prefettura.

Una protesta dal basso, senza la spinta della politica: «Non portate simboli, slogan o discorsi di partito. Portate bandiere non partitiche», dice Viola, 20 anni, la prima organizzatrice. «Durante il percorso, verranno effettuate alcune soste per consentire interventi pubblici, confronti e momenti di partecipazione. Chiunque potrà contribuire in modo civile e rispettoso attraverso il microfono aperto o durante gli spazi di discussione. In piazza Italia», annuncia Viola, «si terranno interventi sui temi del carovita, precarietà lavorativa, salario minimo e informazione».

Il filo conduttore è la lotta al carovita, problema trasversale che riguarda i giovani, le famiglie e gli anziani e che nell’Abruzzo degli stipendi bassi – 4.147 euro l’anno in meno della media italiana – non è una leggenda: a settembre scorso, l’inflazione è salita al 4,2%, in netta accelerazione rispetto al 3,3% di agosto; i beni energetici regolamentati sono cresciuti del 25,8% su base annua, quelli non regolamentati del 22,5%; sul fronte dei carburanti, il gasolio ha registrato un aumento del 34,9% e la benzina del 21,8%; i prodotti alimentari non lavorati sono aumentati del 5,5%. Ma il carovita non è democratico e aggredisce maggiormente i redditi più bassi: l’inflazione vale il 4,4% per le famiglie indigenti mentre si riduce al 2,9% per i redditi più alti.

Poi, tra gli altri temi della protesta ci sono «precarietà e mancanza di prospettive per costruire un futuro stabile; mancanza di un salario minimo adeguato e di garanzie per chi lavora».

L’obiettivo di Voce comune Pescara è incanalare la rabbia per gli aumenti dei prezzi in una protesta senza disordini: «Non cerchiamo scontri né provocazioni».  

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