La nuova scultura di Toyo Ito costerà di più del Calice rotto

26 Maggio 2018

La spesa per realizzare un’altra opera è di 1,1 milioni di euro Ma la transazione con la Clax non è stata ancora raggiunta

PESCARA. Costerà un milione 100mila euro la nuova opera di Toyo Ito che dovrebbe sostituire il vecchio Calice rotto destinato alla rottamazione. La spesa prevista è, dunque, lievemente più alta rispetto a quella sostenuta nel 2008 per realizzare la scultura di piazza Salotto, finita in un magazzino di Pomezia della ditta che l’ha realizzata, la Clax Italia. A rivelarlo sono stati ieri il sindaco Marco Alessandrini e l’avvocato del Comune Carlo Montanino, durante la loro audizione in commissione Vigilanza e controllo, presieduta da Carlo Masci.
Il primo cittadino e il legale dell’ente sono stati invitati alla seduta per fare il punto della situazione sul lungo contenzioso tra Comune, artista giapponese e Clax Italia, nato dopo il collassamento dell’opera, chiamata Huge wine glass, avvenuto ad appena 46 giorni dalla sua inaugurazione. Dopo 9 anni di scontri legali, ora le parti sembrano intenzionate ad arrivare ad una transazione. Questo è almeno ciò che è emerso il 13 gennaio dell’anno scorso, quando Toyo Ito venne a Pescara per parlare del destino del vecchio Calice rotto e della chiusura del contenzioso. In quell’occasione, l’archistar giapponese promise una nuova opera per Pescara, la cui bozza di progetto, donata alla città, è stata già inviata ad Alessandrini. Bozza che il sindaco non intende svelare.
Le parti, comunque, si sono mostrate disponibili a stipulare un atto di puntuazione per addivenire ad una transazione, che possa mettere la parola fine al contenzioso e alla richiesta di risarcimento danni avanzata dal Comune alla Clax Italia, pari a un milione di euro, considerata la responsabile del collassamento dell’opera. Ad un anno e mezzo dalla visita di Ito, però, non si è ancora arrivati ad un accordo transattivo. Tre giorni fa, ha rivelato Montanino, c’è stata una nuova udienza in tribunale e il giudice ha deciso un rinvio a fine anno per permettere alle parti di arrivare in tribunale con un accordo, che permetta al Comune di rinunciare al risarcimento, in cambio della realizzazione della nuova opera.
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