La politica si mobilita per le morti bianche: il caso in Parlamento

C’è l’istanza per una commissione d’inchiesta alla Camera L’assessore D’Amario: agire subito per rispetto alle famiglie
ORTONA. La politica e le istituzioni scendono in campo contro l’emergenza delle morti bianche. Dopo la tragedia di Ortona è stata presentata alla Camera dei deputati l’istanza per una commissione d’inchiesta sugli incidenti a lavoro. «La tragedia accaduta», sottolinea il deputato della Lega Alberto Bagnai, «richiama all’attenzione della politica la drammatica emergenza degli incidenti sul lavoro, che in Italia mietono un numero di vittime impressionante sia per l’entità che per la costanza nel tempo. Quello della sicurezza sul lavoro è il tema che porremmo come priorità al nuovo governo, chiedendo risorse per istruzione, prevenzione e controlli».
Prende posizione anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale del partito della Rifondazione Comunista, coordinamento nazionale di Unione Popolare: «Ritorniamo a denunciare che siamo di fronte a una strage inaccettabile e quotidiana. Segnalo che in caso si riscontrassero responsabilità penali le pene sarebbero irrisorie per i responsabili. Per questo proponiamo di introdurre nel codice penale il reato di omicidio e lesioni sul lavoro con pene dai 10 ai 18 anni. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità».
È intervenuto anche l’assessore regionale alle attività produttive, Daniele D’Amario: «Gli incidenti sul lavoro continuano purtroppo a mietere vittime in Italia e da gennaio a settembre si contano 677 morti. Le morti bianche ci scuotono profondamente e ci impongono di agire anche per rispetto delle famiglie che subiscono un lutto insensato e inaccettabile. La sicurezza sul lavoro deve essere in cima alle priorità del governo». «Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita nel porto di Ortona. Esprimiamo la vicinanza ai suoi cari e a tutta la comunità portuale», ha detto il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Vincenzo Garofalo.
«Esprimiamo dolore e sgomento per l'ennesima morte sul lavoro nella nostra regione», hanno dichiarato anche Daniele Marinelli e Lisa Vadini, responsabili rispettivamente di organizzazione e lavoro del Partito democratico abruzzese. «La magistratura accerterà la dinamica dell'accaduto, ma questo ennesimo episodio richiama nuovamente le istituzioni a promuovere ogni sforzo e investimento, sotto il profilo normativo e della cultura della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro, per arrestare questa strage. A nome dell'intera comunità del Partito democratico regionale, il più sentito cordoglio e la massima vicinanza ai familiari della vittima».
Tanti interventi anche da altri parlamentari nazionali, dalla deputata del Pd Elly Schlein («Serve con urgenza un piano di investimenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro»), a Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera: «Le leggi esistono, gli interventi sono stati compiuti: se però si muore schiacciati da un macchinario o sotto tonnellate di tubi, è evidente che né i controlli di sicurezza né un’adeguata presenza di dispositivi di prevenzione hanno funzionato. Di fronte a questo quotidiano stillicidio, non credo servano nuovi inasprimenti delle pene, quanto piuttosto un significativo incremento di controlli e procedure che tutelino realmente i lavoratori». (d.b.)

