La polizia alla Regione: portati via gli atti sulla City

17 Giugno 2015

La squadra mobile all’Aquila acquisisce i faldoni del progetto da 35 milioni Ma non ci sono indagati per il complesso sulla Tiburtina che ospiterà gli uffici

PESCARA. Due faldoni di incartamenti da unire a quelli prelevati qualche giorno fa al Comune di Pescara per provare a tirare le somme e verificare se nel progetto sulla realizzazione della City, il complesso sulla Tiburtina che ospiterà gli uffici della Regione, ci sia qualche irregolarità. Due investigatori della squadra mobile di Pescara guidata da Pierfrancesco Muriana si sono presentati negli uffici dell’assessorato competente della Regione, all’Aquila, e si sono portati via gli atti, che costituiscono di fatto il pilastro di partenza di un’inchiesta ancora senza indagati e priva di ipotesi di reato, affidata al sostituto procuratore Anna Rita Mantini.

In questa fase, l’obiettivo degli inquirenti è quello di verificare se nell’affare da 35 milioni ci sia qualcosa di anomalo che merita un approfondimento. Una lente d’ingrandimento su quello che vuole essere un edificio all’avanguardia a vetri, con circa 700 parcheggi pubblici e altri 220 interrati, con un atrio di rappresentanza e la possibilità di una terrazza all’ultimo piano. I lavori dovrebbero essere completati entro il 2016. Il procedimento nasce da un esposto del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, secondo il quale l’area su cui sorgerà il complesso immobiliare «ricade nella zona C del Piano di rischio aeroportuale» e, quindi, l’intervento non dovrebbe ottenere i permessi. «Nella delibera di recepimento del Piano, datata 7 febbraio 2014», aveva detto anche in conferenza stampa Pettinari, «si dice espressamente che occorre evitare la concentrazione di volumetrie di tipo residenziale con edifici che si sviluppano in altezza, al fine di impedire punti ad alto carico antropico e prevedere la realizzazione della nuova sede della Regione in un ambito esterno a quello di tutela».

«Il Comune», aveva affermato il consigliere regionale, «con delle delibere di giunta, nel 2013, ha consentito la realizzazione della nuova sede in quella zona, ma il Piano di rischio aeroportuale non è derogabile ed è sufficiente per bloccare la procedura. La Regione fermi l’operazione prima della firma del contratto».

Firma che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni con i titolari della società realizzatrice dell’intervento, Iniziative immobiliari abruzzesi, di cui è azionista di maggioranza Marco Sciarra, attuale presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori. Che ha subito precisato di essere in possesso dell’autorizzazione dell’Enac.

©RIPRODUZIONE RISERVATA