La prima assemblea del Pd con il rebus delle regionali

8 Novembre 2022

PESCARA. La prima assemblea regionale del Pd dopo il risultato elettorale del 25 settembre non risolve il rebus delle regionali 2024. Troppo presto per individuare il candidato presidente certo per...

PESCARA. La prima assemblea regionale del Pd dopo il risultato elettorale del 25 settembre non risolve il rebus delle regionali 2024. Troppo presto per individuare il candidato presidente certo per il centrosinistra. Ma la strada è tracciata.
«Umiltà e ascolto, sapere tornare tra le persone anche per raccogliere critiche e suggerimenti, riconoscere gli errori, lavorare per scolpire un’identità chiara e sulle alleanze, nel senso di avere consapevolezza che non puoi mai essere autosufficiente. La Costituente Democratica dev’essere questo, rifondare su questi presupposti un nuovo soggetto politico con un percorso aperto soprattutto ai cittadini. È un processo collettivo che viene prima della scelta della leadership, pur fondamentale». È stata l’autocritica il punto di partenza del segretario Michele Fina nel suo intervento all’assemblea tenuta al Petruzzi di Pescara che porterà alla fase congressuale nazionale. Fondamentale per il neo-senatore ora è l’apporto dei giovani: «Dobbiamo promuovere una nuova classe dirigente, nella Costituente Democratica c’è bisogno di loro». E sulle elezioni del 2024, il segretario ha proposto «una cabina di regia nuova di cui, oltre ad altri, debbano far parte tre categorie di persone: chi senza risparmiarsi si è candidato alle elezioni politiche, chi era disponibile a candidarsi e chi si è veramente speso per la campagna elettorale, piazza per piazza, strada per strada. Occorre poi una grande conferenza programmatica che possa ridefinire le nostre priorità e in parallelo organizzare giornate di ascolto su temi fondamentali, su tutti lavoro e salute».
E finalmente il mirino è stato puntato sugli avversari del centrodestra: «Chiediamo loro di rispondere ai problemi, ma la prima cosa che ha fatto il presidente della Regione Marsilio dopo il voto è stata di aprire una discussione sulla legge elettorale, un chiaro segno di debolezza. Loro sono minoranza e lo si vedrà ancora di più nella crescita dell’opposizione sociale e civile a questo governo, con la mobilitazione che ci sarà dei giovani, delle donne, delle associazioni che difendono i diritti e degli antifascisti. Di tutto questo mondo dobbiamo essere interlocutori e alleati. Possiamo battere questa destra e in Abruzzo abbiamo un ruolo fondamentale perché qui c’è stata la prima vittoria, più simbolica: se saremo in grado di vincere le elezioni regionali segneremo un passaggio della storia politica nazionale».
Tra gli ospiti l’Anpi con Nicola Palombaro, secondo cui oggi per difendere la Costituzione bisogna «trovare ciò che ci unisce recuperando lo spirito del Comitato di liberazione nazionale», sindacati, associazioni di categoria, Articolo 1 e Demos. (u.c.)