La scienziata dell’economia con il cuore in Abruzzo aiuta i governi del mondo

Simona Iammarino collabora con il Gran Sasso science institute «Noi donne abbiamo le stesse potenzialità professionali degli uomini»
L’AQUILA. È italiana e collabora con il Gran Sasso Science Institute (Gssi) dell’Aquila la prima donna in assoluto a essere nominata direttrice del dipartimento di Geography and environment alla London school of economics and political science (LSE), e la prima a rivestire il ruolo di editor del prestigioso Journal of economic geography della Oxford university press. Simona Iammarino, laureata all’università La Sapienza di Roma in Scienze politiche con indirizzo internazionale, ha abbattuto il muro del pregiudizio puntando dritto a un obiettivo ambizioso. E l'ha colto, assumendo la direzione di una delle università di scienze sociali più celebri al mondo, fondata nel 1895. Ma ha fatto anche di più, assumendo la guida della rivista più prestigiosa su scala internazionale, che da 20 anni pubblica ricerche rigorose su problematiche principali di geografia economica a livello globale. Articoli che finiscono sulle scrivanie dei governi centrali e guidano le politiche interne di welfare e di coesione economica e sociale.
DONNA E SCIENZIATA
Dopo la laurea alla Sapienza, Iammarino ha conseguito il dottorato in materie economiche. A Bruxelles ha svolto uno stage all’interno della Commissione europea, poi il trasferimento nel Regno Unito, dove ha lavorato all’Università di Cambridge e in quella di Reading. All’Università del Sussex, ha guidato dal 2014 al 2017 il dipartimento di Geography and environment della LSE. Nel frattempo, ha continuato a mantenere solidi rapporti con l’Italia, instaurando una collaborazione con il Gssi. «Ho fatto tanto per ottenere importanti conquiste, personali e professionali», dichiara Iammarino, «ma ammetto che l’ho sempre fatto anche per dimostrare al mondo accademico che le donne hanno le stesse potenzialità dei colleghi maschi e, proprio come loro, hanno il diritto di ottenere parità di trattamento. Si parla molto della meritocrazia inglese in ambito lavorativo. Confermo che è reale, ma posso anche confermare che esiste ancora una disparità di genere più o meno velata, che non accenna a scomparire». Iammarino incalza: «Le donne devono lavorare il doppio per ottenere quello che hanno già ottenuto molti uomini. E c’è voluto più di un secolo prima che la London school of economics affidasse a una donna la gestione del dipartimento di geografia. E lo stesso vale per il Journal of economic geography, guidato per vent'anni da uomini».
EDITOR DEL JOURNAL
OF ECONOMIC GEOGRAPHY
Dal primo gennaio del prossimo anno Iammarino, prima donna in assoluto, assumerà anche il ruolo di editor del Journal of economic geography. «Intendo indirizzare la disciplina per offrire importanti contributi che possano far avanzare la conoscenza scientifica e fornire basi rigorose alle scelte delle politiche pubbliche o dalle aziende in campo internazionale», dice l'economista e scienziata, «partendo, ovviamente, dalla qualità della ricerca che è sempre di altissimo livello». Si definisce «una promotrice dell’equality, diversity and inclusion contro le discriminazioni. A noi donne capita di imbatterci in trattamenti che non crederesti possano avvenire in un Paese occidentale tra i più sviluppati», dice, «invece tocca ancora puntare i piedi e battere il pugno sul tavolo per farsi sentire. Nel 2020 questo non è ammissibile. In Italia la differenza di trattamento uomo-donna è un dibattito all’ordine del giorno, ma tanto resta da fare. Nelle task force messe in piedi dal Governo sullo sviluppo economico, l’elenco dei consulenti per il 90% è sempre maschile».
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