La spiaggia sparisce sempre di più «Persa un’altra fila di ombrelloni»

26 Agosto 2022

I balneatori protestano: «Sdraio e lettini oramai sono in acqua, qui bisogna intervenire in fretta» Il sindaco Russo promette lavori da settembre: «Pronti 500mila euro per il ricarico delle scogliere»

FRANCAVILLA. Ombrelloni in prima fila che all’inizio della stagione avevano davanti la battigia, ma da qualche settimana sono praticamente sommersi dall’acqua. L’erosione continua a fare danni a Francavilla al Mare, specie nella zona nord del lungomare, al confine con Pescara, ma anche nelle zone del centro, a ridosso del porto o a sud della riviera. «La situazione peggiora costantemente», afferma Mauro Cioffi, titolare del Lido Bianco. «Nel corso di questa stagione abbiamo perso un’altra fila di ombrelloni che all’inizio dell’estate era posizionata decentemente e ora si ritrova praticamente in acqua. Non c’è più tempo e occorre intervenire con lavori che abbiano un criterio».
Degli interventi sono in programma per l’amministrazione comunale. «La scorsa primavera la giunta ha deliberato per l’erosione nella zona nord 500mila euro di finanziamento regionale per i quali è in corso una variante di progetto», ricorda il sindaco Luisa Russo. «I lavori a nord prevedono il ricarico, dal confine con Pescara, di 11 scogliere emerse e 11 soffolte e partiranno durante l’autunno. Questi si vanno ad aggiungere ai 700mila euro per cui i lavori sono terminati a maggio nella zona del lungomare centrale e a sud, e ad altri 500mila appena arrivati e per i quali siamo in attesa della convenzione da parte della Regione, non ancora destinati, ma che andranno a interessare le zone ancora critiche ed escluse dai precedenti interventi».
Sulle opere in programma Cioffi si dichiara più che scettico e anzi ha inviato una diffida all’amministrazione affinché si rivedano i contenuti del progetto: «Sappiamo che i lavori sono previsti a settembre», afferma, «ma se verranno realizzati così come previsto non risolveranno niente. Il progetto parla di manutenzione delle difese esistenti. Difese che da quando sono state messe, non solo non hanno risolto il problema, né lo hanno stabilizzato, ma hanno peggiorato le cose». Secondo il balneatore, l’unica soluzione sarebbe di «eliminare le soffolte, ovvero le barriere installate tra le scogliere sommerse e chiudere i varchi».
«L’erosione è una piaga molto grande in diversi punti del lungomare di Francavilla, a nord, ma anche vicino al porto, dove ci sono stabilimenti come Il Faro, con gli ombrelloni in acqua e le palme abbattute e anche al sud», rimarca Luciano Pesce, presidente dell’Itf, imprenditori turistici di Francavilla. «Si devono prendere provvedimenti urgenti con fondi importanti. Lavori da 500mila euro servono solo per tamponare il problema, ma i risultati veri sono pochi».
Di diverso avviso il presidente di Sib Abruzzo, Riccardo Padovano, per il quale «l’erosione a Francavilla ormai è sotto controllo, grazie agli interventi di ricarica sulle scogliere e ai pennelli realizzati. I lavori che partiranno dopo il 15 settembre dovrebbero frenare il moto ondoso ed evitare che l’erosione si accentui». Padovano lancia anche un’altra proposta: «Con la sabbia stoccata al molo sud del porto di Pescara, idonea allo sversamento in mare, si potrebbero riempire le sei vasche presenti dove sono le scogliere, così da alzare il fondale, con un totale di 50mila metri cubi di materiale. In questo modo risolviamo due questioni, l’erosione di Francavilla, ma anche il dragaggio di Pescara, liberando spazio per buttare altra sabbia».