La Tari più salata nel 2018 per famiglie, negozi e uffici
Pronta la proposta che andrà in Consiglio. Ecco vari esempi di aumenti
PESCARA. L’anno prossimo, i pescaresi dovrebbero pagare di più per la tassa sui rifiuti. Il condizionale è d’obbligo, perché la delibera che contiene le nuove tariffe per il prossimo anno deve essere ancora approvata dal consiglio comunale. Andrà all’esame dell’assemblea civica a partire da domani, quando partirà la sessione dedicata al bilancio di previsione del Comune per il 2018.
In base alla proposta degli uffici, che potrebbe subire modifiche in aula, la Tari è destinata ad aumentare l’anno prossimo, probabilmente, per coprire le maggiori spese sostenute dal Comune e da Attiva per l’incremento della raccolta differenziata dei rifiuti. Si badi bene, sono piccoli ritocchi rispetto alle tariffe di quest’anno, ma che comunque incideranno, seppur in misura minima, sui bilanci di famiglie, aziende, negozi e uffici. Nella tabella qui a fianco ci sono alcuni esempi di come dovrebbe aumentare la spesa per le famiglie.
La Tari dovrebbe crescere in media, sempre sulla base della proposta degli uffici, di circa una decina di euro. Ovviamente, più aumentano i componenti del nucleo familiare e più sale la spesa. Si parte dai 4,55 euro in più per una persona single che abita in una casa di 60 metri quadrati, ai 18,16 euro in più per una famiglia di sei o più persone che vive in un appartamento delle stesse dimensioni.
Gli aumenti non cambiano per le abitazioni più grandi. Per una casa di 120 metri quadrati, un single pagherà 4,81 euro in più di Tari; 3 persone, 10,34 euro in più; 6 o più persone, 18,76 euro in più.
Gli aumenti non dovrebbero risparmiare nemmeno le cosiddette utenze non domestiche, cioè uffici, negozi, imprese, ristoranti, ipermercati. Anche in questo caso, gli uffici del Comune hanno provveduto ad effettuare dei piccoli ritocchi all’insù. Ad esempio, la tariffa totale (cioè la somma tra la tariffa fissa e quella variabile) dovrebbe salire per gli stabilimenti balneari da 3,76 euro a metro quadrato a 3,95 euro. Per gli uffici, agenzie, studi professionali, la Tari dovrebbe passare da 5,18 euro a metro quadrato a 5,45 euro. Stesso discorso per i negozi di abbigliamento, calzature, librerie e cartolerie, che dovrebbero veder aumentare la tassa da 5,28 euro a metro quadrato a 5,57 euro. Ad esempio, per un negozio di 100 metri quadrati, la spesa dovrebbe salire da 528 a 557 euro all’anno, con un incremento di 29 euro. Dello stesso tenore gli aumenti per le attività artigianali. Barbieri e parrucchieri dovrebbero passare da una tariffa di 4,43 euro a 4,64; falegnami e idraulici, da 4,04 a 4,23 euro; carrozzerie, autofficine ed elettrauti, da 4,46 a 4,68 euro.
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