La terra trema ancora sulla ricostruzione infinita

Scossa di magnitudo 2.3 martedì alle 23,35 a Villa Celiera. Nessuna conseguenza Ma l’area è ancora alle prese con i danni dei terremoti del 2016 e 2017
PENNE. Alle 23,25 di martedì sera una scossa di magnitudo 2.3 è stata registrata a Villa Celiera. I sismografi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) hanno accertato come la scossa si sia verificata a una profondità di 28 chilometri, a due chilometri a sud-ovest dal paese dove, fortunatamente, non si sono registrati danni.
«Alcuni non l’hanno nemmeno percepita», rassicura il sindaco di Villa Celiera Domenico Vespa. Naturalmente, però, il timore che possa tornare uno sciame sismico preoccupa soprattutto i cittadini dell’area vestina che, ancora oggi, pagano le conseguenze delle scosse che si avvertirono sul territorio ad agosto e a ottobre del 2016 e poi a gennaio 2017.
Complessivamente a Penne sono state fatte 888 verifiche di sopralluogo dai tecnici della protezione civile e 439 locali sono stati sgomberati, di cui oltre 150 abitazioni. In piazza Luca da Penne il sindaco Mario Semproni ha firmato un’ordinanza di inutilizzabilità di un palazzo che ha portato alla chiusura di diverse attività commerciali: il bar-pub Chicco Verde (aperto dal 2014 e che si è spostato in via Trasmundi), l’edicola Sacco (che ha chiuso), l’agenzia di pratiche auto Milano, e uno studio notarile. Tanti gli edifici pubblici, le chiese e le scuole lesionate. Con il terremoto del 18 gennaio 2017 c’è stato anche il crollo parziale del tetto dell’istituto tecnico Guglielmo Marconi, ancora oggi inagibile. Alla conta dei danni, sempre per quanto riguarda Penne, c’è da aggiungersi lo sforzo, fatto con orgoglio e abnegazione, a supporto dei soccorsi della valanga di Rigopiano.
Anche a Civitella Casanova la situazione non è stata delle più semplici. Lo sciame sismico del 2016/2017 ha provocato l’inagibilità di 50 edifici privati, di due chiese e di tre edifici pubblici. Sei famiglie sono state sistemate nei moduli abitativi provvisori (Map), mente 15 nuclei familiari hanno usufruito del contributo autonoma sistemazione (Cas) e hanno trovato sistemazione in affitto o in albergo. A Villa Celiera una decina di inagibilità. Ancora peggio è andata a Farindola dove vi sono state 81 pratiche di inagibilità, 78 ordinanze di sgombero, 29 nuclei famigliari che percepiscono il Cas e 9 edifici, tra pubblici e chiese, danneggiati. L’azienda agricola Martinelli, prima produttrice del pecorino doc di Farindola, è stata messa in ginocchio a causa dei danni e dei crolli subiti con il terremoto. Ad oggi l’unico Comune dell’area vestina inserito nel cratere è quello di Farindola, mentre per tutti gli altri, gli aiuti e i sostegni sono e saranno inferiori.

