La vertenza Brioni: uscita volontaria per 50 dipendenti

Sono i primi lavoratori che hanno sottoscritto il pre-accordo Pasqualone (Confsal): «Ogni posto perduto è una sconfitta»
PENNE. Sono una cinquantina i dipendenti Brioni, soprattutto diretti ed indiretti di produzione (Roman Style), che hanno firmato l'accordo d'uscita volontaria. L'identikit di chi ha già deciso di uscire Brioni è nella maggior parte dei casi lo stesso: donne con un’età vicina a quella necessaria per andare in pensione. I circa 50 lavoratori hanno sottoscritto un pre-accordo per l’uscita alla fine della cassa integrazione, al 31 ottobre 2022, per essere poi collocati in Naspi fino a un massimo di ulteriori 24 mesi. Quasi la totalità dei 50 lavoratori firmatari del pre-accordo di uscita per il momento non ha aderito al servizio di outplacement, ma ha preferito ricevere il corrispettivo in incentivo. Sono 321 i dipendenti Brioni in esubero previsti dal piano industriale 2021/2025 presentato al Mise ad aprile scorso dai vertici della maison d’alta moda vestina. Complessivamente, se si escludono i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), sono 958 i lavoratori del comparto produttivo Brioni Roman Style nell'area vestina: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica).
«Ogni posto di lavoro perso è una sconfitta per il tessuto economico e sociale dell’intera area vestina», commenta il vice segretario regionale Confsal, Gabriele Pasqualone. «Sono necessarie azioni importanti per evitare che Brioni perda ulteriori operai e dipendenti. Non è così che si risollevano le sorti della nostra prestigiosa azienda sartoriale».
L’accordo siglato il 22 giugno scorso tra sindacati (Cgil, Cisl e UIL) e vertici aziendali Brioni prevede per tutti i lavoratori che aderiranno all’uscita fino al 31 dicembre 2021, e che matureranno il diritto al pensionamento durante il quinquennio 2021-2025, un’integrazione del trattamento economico Cigo/Cigs e Naspi a partire dal mese di firma dell’accordo, e sarà riconosciuto un importo aggiuntivo a titolo di incentivo dal primo mese dalla firma e fino alla maturazione del diritto alla pensione, o al massimo fino al 31 dicembre 2025. Per i lavoratori non prossimi alla pensione, invece, saranno riconosciute somme aggiuntive a titolo di “incentivo all’esodo” per l’intero periodo di copertura degli ammortizzatori sociali Cigo/Cigs.
L’accordo prevede, inoltre, l’introduzione di un incentivo aggiuntivo differenziato per due fasce di età e con riguardo ai nuclei familiari con un figlio minore o con particolari situazioni di disagio sociale.
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