La vita è bella se si sa tornare bambini

23 Giugno 2015

I consigli utili per alleggerire la quotidianità e riscoprire il gusto della scoperta che fa bene al corpo

Il desiderio di tornare bambini e alleggerire le nostre giornate dalle incombenze quotidiane è un tema ricorrente, in letteratura come nella psicoanalisi. E allora, scopriamo perché è così importante crearci una via di sfogo e riscoprire il gusto della scoperta e della socialità.

Gli esperti sono concordi nell’affermare che il bambino si apre alla vita attraverso una catena di stupori e meraviglie. Il nostro compito è quello di provare a conservare questa capacità, preziosa per la nostra esistenza. Chi sa stupirsi infatti non è indifferente, ma è aperto al mondo e all’umanità. Il pericolo, oggi, è perdere di vista il bambino che siamo stati, assorbiti da un ritmo tambureggiante e insensato, e diventare impermeabili alla bellezza della vita. Ma come recuperare un po’ di quella meraviglia? Per farlo, il consiglio degli esperti è vivere qualche momento di spensierata fanciullezza.

Vediamo qualche suggerimento pratico e di facile attuazione. A riportarci indietro nel tempo può essere un sapore, un profumo o un gioco. Primo consiglio: da quanto non vi concedete una pausa relax sul divano? E’ ora di farlo: organizzate una serata con gli amici che abbia come tema cartoni animati e vecchi film divertenti, gli stessi che guardavate da ragazzini.

Secondo suggerimento: quanto spazio ha il gioco nella vostra vita? Giocare significa saper prendere la vita con leggerezza, e allora cogliete il lato allegro dell'imprevisto e lasciatevi andare al sorriso, magari costruendo un castello di sabbia o risolvendo un rebus in compagnia. Terzo suggerimento: chi non ama le bolle di sapone? L’attrice Allie Keys, nei panni di Dakota Fanning in una famosa serie tv, afferma: «Da piccolo qualunque cosa ti può rapire: le bolle di sapone o l'arcobaleno creato da uno spruzzatore su un prato. Forse crescere significa che diventa sempre più difficile farsi rapire e portare in quel luogo d'incanto». Quel luogo esiste ancora ed è dentro ognuno di noi. Quarto consiglio: la natura. Sentire il sole in faccia, prendersi cura delle piante su un balcone, aiuta a tornare in connessione con se stessi. Quinto: pane, burro e marmellata! Fate merenda con le stesse cose che vi preparava la nonna, non ve ne pentirete. Sesto consiglio: se siete genitori, nonni o zii sapete bene che i bambini non sono solo i piccoli umani curiosi che si aggirano gattonando per casa, ma compagni di viaggio che vi stanno insegnando a riscoprire la meraviglia nel mondo. Divertitevi con loro. L’ultimo consiglio lo prendiamo in prestito da Tiziano Terzani: «Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi. Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle». Insomma: cercare tempo, per se stessi e per chi si ama, senza posticipare.

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