La vittima dell’avvocato stalker «Mi minacciò: ti toglierò tutto»

Ecco il racconto della donna, vessata dal professionista alla fine di 4 anni di relazione clandestina «Vorrei solo essere lasciata in pace, senza preoccuparmi di essere offesa in ogni luogo pubblico»
PESCARA. Sono tanti i fogli di insulti contro la ex con i quali un noto avvocato pescarese aveva tappezzato Pescara e Montesilvano, prima di finire destinatario di una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla parte offesa con tanto di braccialetto elettronico (da sostituire con l’arresto in carcere qualora avesse rifiutato di indossare il braccialetto).
La donna che per quattro anni aveva intrattenuto una relazione clandestina con il professionista (che aveva una sua famiglia così come lei un suo compagno) prima di decidere di lasciarlo, scatenando la sconcertante reazione dell’uomo, racconta la sua storia dopo oltre un anno di stalkeraggio continuo, quando la sua denuncia finì sul tavolo del pm Anna Benigni che per il legale ha poi chiesto gli arresti domiciliari. La vittima di questa vicenda giudiziaria, costretta a vedere quei manifesti affissi dappertutto, con il suo nome e cognome, numero di telefono e persino con immagini strappate alla sua intimità, decide di raccontare tutto quando la procura, al termine di una perquisizione, trova nell’auto e nella moto dell’avvocato il “kit del perfetto stalker” come lo ha definito il gip: pennarelli, bomboletta spray di vernice nera, fogli con foto della ragazza e con alcune delle frasi di insulti. «Vorrei solo essere lasciata in pace, poter vivere la mia vita serenamente, senza dovermi preoccupare di essere seguita, diffamata, screditata ed offesa nella mia intimità in ogni luogo pubblico», riferisce agli investigatori.
La donna racconta tutto ai carabinieri, ma senza mai dire perché decise di lasciare l'indagato. «Non dimenticherò mai ciò che Mario (nome di fantasia ndr) mi disse poco tempo dopo averlo lasciato: “sarò contento solo quando impazzirai e quando ti toglierò tutto”. Ho atteso tutto questo tempo prima di sporgere denuncia sia perché speravo che tali condotte moleste terminassero, e sia perché avevo timore di non poter dimostrare i comportamenti che subivo da questa persona, considerato che svolge la professione di avvocato». La donna continua il suo racconto parlando anche di come venne coinvolto il suo compagno (anche lui oggetto di molestie da parte dell’indagato che lo contattò telefonicamente per renderlo partecipe di quello che lui faceva con la sua compagna) il quale, dopo aver saputo di quella relazione clandestina, la lasciò per poi tornare a frequentarla.
«La scorsa estate sono stata costretta a cambiare lo stabilimento balneare che frequentavo da anni per paura e timore di incontrare Mario o che lui si presentasse davanti ad amici e parenti. Per lo stesso motivo ho dovuto licenziarmi dal precedente posto di lavoro che era situato nello stesso stabile dove abita Mario. Inoltre, sono costantemente preoccupata di trovare scritte o immagini rese pubbliche in ogni luogo da me frequentato, e ho paura di rispondere al telefono poiché ho sempre timore che uomini mi possano chiamare chiedendomi prestazioni sessuali». Alcuni dei volantini realizzati dall’avvocato vennero infatti affissi nei bagni di locali e luoghi pubblici e anche per questo la vittima si affidò a uno psicologo per arginare il quotidiano stress psicofisico. «La vergogna è la cosa che mi fa stare più male e che non mi permette di poter vivere i rapporti con le persone a me care». Una vita stravolta. «In alcuni volantini ho rinvenuto mie foto da lui scattate, nel periodo della nostra relazione, senza che io ne fossi a conoscenza. Mi ritraggono in momenti di intimità e solamente con reggiseno e mutandine. In un’altra immagine mi trovavo in bagno, a casa sua». In quei manifesti incollati in varie zone di Pescara e Montesilvano si legge di tutto con nome e cognome. E una scritta campeggiava anche nei bagni del tribunale, luogo di lavoro dell'indagato. Senza contare le scorribande notturne dell’avvocato sotto le abitazioni della donna e del suo compagno, con strombazzate continue che impedivano il riposo a tutti. All’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giovanni de Rensis che firmò la misura cautelare, l’avvocato-stalker si è avvalso della facoltà di non rispondere.

