Ladro in libertà dopo dodici furti torna a rubare in un altro negozio

Il ventenne, che aveva confessato e chiesto scusa alla città sabato scorso, ci ha riprovato domenica Ha sfondato la vetrina di una parrucchiera e si è ferito. La polizia ha recuperato la merce: denunciato
PESCARA. La porta di ingresso sfondata con un mattone forato. E poi, dentro al negozio, tracce di sangue ovunque e il caos tipico lasciato dai ladri, specie nei cassetti che potevano contenere denaro. Le spaccate in città continuano e l’ultima risale alla mattina di domenica, attorno alle 4, quando qualcuno è entrato nel negozio di una parrucchiera, “Mallia by Lisa”, di Lisa Pacitti, in via Salara Vecchia. È fortissimo il sospetto che l’autore sia il responsabile di altre 12 spaccate, un ventenne di origine marocchina che venerdì ha già confessato in questura una dozzina di colpi, chiedendo scusa e indicando ai poliziotti i nomi di tutte le attività dove ha rubato o cercato di farlo. Nell’abitazione che occupa abusivamente sono stati trovati dagli agenti i prodotti rubati alla parrucchiera, e la vittima li ha riconosciuti.
La parrucchiera è stata informata dalla proprietaria del locale, chiamata da una vicina, dopodiché è arrivata la polizia, tra squadra volante e scientifica, che si è occupata dei rilievi. «Il ladro è riuscito a fare un buco nella porta di ingresso nonostante il vetro antisfondamento e si è ferito, come dimostra il sangue lasciato ovunque nel negozio», dice Pacitti. «Si è infilato in quel buco e non ha trovato soldi, perché non li lascio. Ha preso alcuni prodotti per capelli, le cose più facili da rivendere», per fare soldi. «Quattro stupidaggini», mentre i danni sono consistenti perché è stato necessario cambiare il vetro della porta. La refurtiva «è stata subito recuperata dalla polizia, che me l’ha mostrata per il riconoscimento e per la restituzione e il giovane marocchino che aveva la refurtiva a casa è stato medicato in questura, in una ambulanza, perché era ferito ad una mano».
Il ventenne non si ferma, quindi. Essendo ancora libero può continuare a rubare per procurarsi il denaro per la droga, essendo tossicodipendente. «Per assurdo la legge tutela più lui che noi», commenta Pacitti. La donna sottolinea l’operato della polizia, «intervenuta subito con tre pattuglie e la scientifica. Ma loro non possono fare niente», se non denunciarlo, come è avvenuto in questo caso (per furto) e in altre occasioni, fino a quando non sarà emesso un provvedimento di arresto dal giudice. «Ciò che manca è la videosorveglianza pubblica: le telecamere sarebbero utili, in questi casi».
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