Lavori a Fosso Grande I residenti contestano: va messo in sicurezza

9 Gennaio 2021

L’appello del comitato dei cittadini ai sindaci dei 3 comuni: «Non si può vivere con l’incubo allagamenti ad ogni allerta»

PESCARA. «Il taglio della vegetazione a Fosso Grande può solo peggiorare la situazione in caso di nuove alluvioni. Prima di procedere con questi interventi è necessario mettere in sicurezza il canale con una rete di "salti idraulici" a monte, zona Motorizzazione e una vasca di espansione, a valle, nel comprensorio Arca. Noi residenti su Fosso Grande, un centinaio di famiglie, ma l’alveo urbanizzato ingloba 20mila famiglie, non possiamo vivere con l'incubo che il canale esondi e ad ogni allerta meteo andare a chiudere le paratie che abbiamo realizzato per proteggere case e garage».
Torna all'attacco il comitato Comes-Codici, costituito dai residenti della zona collinare di Fosso Grande colpiti dalle alluvioni del 2013 e 2019, che contestano le decisioni dei sindaci di Spoltore e Pescara, Luciano Di Lorito e Carlo Masci, che insieme ad un gruppo di assessori e tecnici si sono riuniti nei giorni scorsi per trovare una soluzione alla bonifica e messa in sicurezza del canalone che territorialmente si estende fino al confine con Montesilvano.
«Intanto avremmo voluto essere invitati all'incontro per poter dare il nostro contributo costruttivo e propositivo», attacca il portavoce del comitato Alfonso Nori, «poi, dopo il vertice, apprendiamo a malincuore che non sono previste opere strutturali ma lavori di pulizia e taglio della vegetazione che ostruisce il flusso dell'acqua e ciò ci preoccupa non poco perché lavori di pulizia e sfalcio della vegetazione, già eseguiti dal Genio Civile di Pescara per un importo di 600.000 euro nel 2015-2016, si sono dimostrati inutili, se non peggiorativi, vista la disastrosa seconda alluvione del 10 luglio 2019 che ha trascinato fango e detriti a valle, fino alla zona di via del Circuito e oltre e creato danni e disagi a tantissimi cittadini». Spiega tecnicamente il portavoce del comitato che «non sono necessari complicati calcoli di ingegneria idraulica per dimostrare come una piena, tipo quella del 2013, di una portata pari a 96-110 metri cubi al secondo con punte fino a 150, non possa essere smaltita dal canale tombinato di viale Abruzzo che ha una portata regolamentare di 43-50 metri cubi al secondo. Abbiamo elaborato i dati inerenti le piene sulla base di una indagine effettuata dall'ingegner Carlo Spatolamaio, dell'Arta regionale». Secondo Nori «continuare a discutere sulle competenze, chi deve o che lavori fare, riporterebbe la questione indietro di anni. Gli interventi di sistemazione di Fosso Grande effettuati nel passato hanno dato frutti insufficienti». Quindi il comitato auspica «senza ulteriori indugi, che sia finanziato e redatto a cura della Regione Abruzzo-Genio civile di Pescara, il progetto esecutivo per la messa in sicurezza definitiva di Fosso Grande con l'individuazione, da parte dei Comuni interessati, compreso quello di Montesilvano per l'invaso del cosiddetto Lago delle Fragole, delle aree destinate alla realizzazione dei salti idraulici e del bacino di espansione a monte dell'abitato di viale Abruzzo e via del Circuito».