Lavori ai marciapiedi, è protesta: «Fermiamo il taglio di 220 alberi»

L’ex assessore Bernini e gli ambientalisti contro il piano del sindaco: «Un danno abbattere le piante» Appello per trovare soluzioni alternative e salvare il verde: «Così è come distruggere un bosco»
FRANCAVILLA. I lavori per il rifacimento dei marciapiedi di Francavilla, con il taglio di 220 alberi annunciato dal sindaco Luisa Russo nel pomeriggio di giovedì, finiscono al centro della polemica: gli ambientalisti sono pronti ad apporsi all’abbattimento delle piante. Tra questi c’è Moreno Bernini, ex assessore e attuale coordinatore di Uniti a sinistra, che critica la linea tracciata dall’amministrazione. «In tempi della cosiddetta transizione ecologica speravamo in un cambio di rotta dell’amministrazione Russo in tema di gestione del patrimonio arboreo. Lo speriamo ancora», dice, «Uniti a sinistra è d’accordo sul rifacimento dei marciapiedi, senza però andare a toccare il verde. Le soluzioni ci sono, pensiamo per esempio al cupolex. Sono addirittura meno costose e più funzionali rispetto ad altre», aggiunge Bernini. Che poi va avanti: «Vorremmo poi valutare il progetto nel dettaglio per capire se è confacente in termini di sostenibilità e se risponde ai contenuti della legge 10 del 2013 che ha l’obiettivo di salvaguardare i patrimoni arborei esistenti, obbligando i comuni all’elaborazione del loro censimento». Quindi torna sulle parole del sindaco Russo, che ha anticipato la ripiantumazione di altrettanti alberi: «Tale promessa denota una visione non ottimale della gestione del verde pubblico. Tagliare un albero adulto significa fare venir meno l’attività di abbattimento degli inquinanti nell’aria, la diminuzione di produzione di ossigeno, la riduzione della mitigazione delle temperature nei centri cittadini e minare l’aspetto paesaggistico. La ripiantumazione di giovane alberatura significherà aspettare anni se non decenni per fare tornare le capacità descritte a queste nuove piante». E conclude: «Invitiamo la sindaco Russo ad ascoltare la voce di esperti e cittadini informati che, in passato, fu inascoltata. Soluzioni sostenibili ce ne sono: basta cercarle e applicarle. Abbattere 220 alberi significa privarsi di un bosco in città per decenni».
Russo aveva già messo in conto l’opposizione di ambientalisti e non solo: «So che arriveranno delle critiche», aveva spiegato in un video, «ma vanno contemperati i vari interessi. Ho girato centimetro per centimetro le zone interessate, proprio per salvare tutte le piante salvabili. Purtroppo alcune si trovano al centro dei marciapiedi e la loro presenza, insieme alle radici, rende impossibile il passaggio e danneggia sia il suolo pubblico che la proprietà privata. Oltre alla tutela del verde dobbiamo anche garantire l’incolumità di persone, pedoni e la sicurezza nella viabilità».

