Le agenzie di viaggio cittadine: incassi crollati, febbraio da incubo

PESCARA. Incassi zero nel mese di febbraio. Solo uscite, tra stipendi del personale e tasse. Crollo delle prenotazioni verso il nord Italia e in alcuni Paesi stranieri, come Malta e Giamaica dove...
PESCARA. Incassi zero nel mese di febbraio. Solo uscite, tra stipendi del personale e tasse. Crollo delle prenotazioni verso il nord Italia e in alcuni Paesi stranieri, come Malta e Giamaica dove vengono rifiutati gli ingressi degli italiani, per primi i lombardi, prima cintura rossa dello Stivale.
La psicosi coronavirus ha messo in ginocchio anche il comparto del turismo guidato dagli agenti di viaggio che oggi si ritroveranno compatti, nel piazzale di Montecitorio, a Roma, per chiedere al governo misure straordinarie di sostegno alle imprese danneggiate dall’emergenza, tra cui crediti agevolati, cassa integrazione, sospensione di mutui e cartelli esattoriali. Mobilitate anche le agenzie di viaggio di Pescara che stanno attraversando momenti difficilissimi con incassi più che dimezzati nel giro di pochi giorni. L’unica “ripresina” è stata il volo, partito ieri dall’aeroporto d’Abruzzo, verso le isole caraibiche francesi con 300 viaggiatori a bordo, tra cui moltissimi pescaresi e chietini, dei 370 che avevano prenotato la vacanza circa un anno fa.
«Incassi zero a febbraio, abbiamo solo pagato stipendi e tasse, ma stiamo resistendo, il volo ai Caraibi ci ha dato una grossa mano», attacca preoccupato, ma fiducioso, Feliciano Marcantonio, titolare dell’agenzia Eurotour di via Genova, che oggi manifesterà nella capitale, «chiederemo sostegno al governo per recuperare “l’immagine Italia” appannata dall’emergenza. Non si parte verso Israele, Giordania, Malta e Giamaica, questi ultimi due Paesi non accettano italiani. E sul volo per Bergamo, dove si va per fiere e lavoro, c’erano 19 presenti su 189 prenotati. Ora speriamo nella ripresa delle gite scolastiche dopo il blocco ministeriale». Vogliono essere ottimisti, i titolari delle agenzie. Lucy Venti, titolare di Ventur, in via De Sanctis, è «fortemente preoccupata per le conseguenze del perdurare di questa situazione. Ho dato le ferie a due dipendenti su quattro e non licenzierò i miei fidati collaboratori, ma il governo deve venirci incontro con sgravi fiscali per mantenere il personale. Siamo a meno 70%, quando normalmente in questo periodo avremmo già venduto Pasqua, ponti e la stagione estiva. Io non dormo più, i clienti aspettano tempi migliori e noi pure». Crollo «dell’80%, tante cancellazioni, rinvii e spostamenti ad altra data», è il grido d’allarme di Giorgio Cagidemetrio, altra storica agenzia, in via Ravenna, con 10 unità: «Chiuse le frontiere del Sud est asiatico e Repubblica dominicana ma si può andare alle Canarie, Maldive, Egitto e Madagascar e nel sud Italia. Nessuna prenotazione verso il nord dove hanno chiuso le fiere e il salone di Ginevra. Speriamo che l’emergenza finisca presto». (c.co.)
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