Le altre tre vittime nel giro di pochi giorni

3 Dicembre 2019

Il primo a morire è stato il 37enne Martellini, poi il dermatologo Gianpiero Brasile e l’amico Muscedere

PESCARA. La Maiella e il Gran Sasso restituiscono i corpi di quattro persone nel giro di 48 ore.
Matteo Martellini, 37 anni di Città Sant’Angelo; Gianpiero Brasile, 58 anni, pescarese nato a Lanciano; Antonio Muscedere, 55 anni di Posta Fibreno, nel frusinate; Fabio Cicone, 51 anni, maresciallo dei carabinieri di Sulmona, erano accomunati dalla stessa passione: l’amore per le escursioni in montagna.
Una passione che hanno pagato con la vita. È bastato un piede in fallo, una distrazione, la sicurezza che ti dà il sentirsi, o l’essere, esperti escursionisti, perfettamente equipaggiati con casco, ciaspole, ramponi, piccozze, tute termiche. Ma è bastato un attimo. Per scivolare giù da ripidi costoni ghiacciati e perdere la vita. Un solo attimo.
Il primo a morire, domenica, è stato Matteo Martellini. Il giovane angolano era solo quando è stato rintracciato, intorno alle 10,30, dall’elisoccorso del 118 e dagli uomini del soccorso alpino sul versante aquilano del monte Camicia. Ieri l’autopsia sul corpo del 37enne ha stabilito che è morto a causa della scivolata tra i ghiacci. I funerali, forse domani, a Città Sant’Angelo (vedi servizi nelle cronache di Pescara). Intanto oggi il corpo sarà restituito alla famiglia.
Uniti nella vita come nella morte, Brasile, che lascia una moglie, il vice questore a Pescara, Irene Vizioli e 4 figli e Muscedere. Oggi i funerali di Brasile a Lanciano, domani quelli di Muscedere, in quel di Sora. Il primo che precipita e l’altro che, nel tentativo di aiutarlo, ci rimette la vita. È una storia, questa di un amico che tenta di salvare il compagno di tante avventure, che commuove e intristisce.
Ieri, l’ultima vittima. Fabio Cicone, maresciallo dell’Arma di stanza a Castel di Sangro, aveva deciso di sfidare il Monte Amaro in un giorno di ferie e relax. Non tornerà più a casa.