Le Terme di Popoli ripartono alla grande: il piano da 45 milioni

L’amministratore unico, D’Orazio, svela il progetto di rilancio E intanto, solo a luglio, lo stabilimento ha registrato 2.500 ingressi
POPOLI. Solo a luglio, 2.500 ingressi. Più del doppio rispetto allo stesso mese del 2021, quando lo stabilimento termale di Popoli era nelle mani della vecchia gestione e in fase di acquisizione da parte della nuova, Terme Inn di Tivoli, che ha aperto ufficialmente la struttura il 4 agosto dello scorso anno. È un bilancio in attivo quello delle Terme di Popoli, presenti a Popoli dalla fine dell’Ottocento ( le terme della società del Mutuo soccorso) e che in più di un anno «ha sottoscritto 30 patti di collaborazione con associazioni ed istituzioni regionali, tra essi Comune, Tua, Saga, Coldiretti», annuncia l’amministratore unico Benigno D’Orazio, e pianificato il futuro con «un progetto di investimento complessivo di 45 milioni di euro Pnc (Piano nazionale investimenti complementari) di cui 16 con contributo a fondo perduto per realizzare 200 posti letto tra la struttura termale e il centro storico, e soddisfare la domanda turistica; 4 piscine, due ristoranti, sala convegni, negozi, Spa, anfiteatro, parco di sei ettari, camminamenti e verde e la creazione di una agenzia per la promozione del turismo sostenibile spalmata in due sedi messe a disposizione dal Comune: il Grottino di piazza della Libertà e le Vecchie Terme», all'ingresso del paese di 4.780 abitanti. Le sedi saranno dotate di «centro unico prenotazioni, corsi di formazione, incoming, esposizione e degustazione dei prodotti, ospitalità dei turisti». Il progetto «di 3,5 milioni di euro è già avviato da dicembre 2022 e a settembre verrà inaugurata l’agenzia nella sede del Grottino, in pieno centro storico». Fin qui, i progetti che saranno realizzati dalle Terme nell’immediato futuro.
Attualmente, invece, nella terra di Corradino D’Ascanio, l’ingegnere che nel gennaio 1918 si trasferì a Indianapolis e costruì due velivoli per la Pomilio brothers corporation, arrivano turisti dal resto della regione, da Puglia, Molise, Lazio, Umbria, ma anche dagli Stati Uniti, per fare insufflazioni, fanghi e riabilitazione termale con servizi accreditati da Stato, Regione e Federterme. «Molto successo», spiega D’Orazio, «stanno avendo le insufflazioni riservate ai bambini intrattenuti da animazioni su schermo e nel parco».
Nel futuro l’attuale centro termale «verrà ripensato», precisa l'amministratore unico, «e trasformato secondo la più moderna concezione di Terme&Salute. Pur registrando dati straordinari rispetto alla precedente gestione, con il raddoppio di ingressi e 250mila euro di fatturato mensile, delle prestazioni erogate, anche grazie al nuovo accreditamento dell’assessorato alla Salute, è necessario rendere servizi più completi ed orientati al turismo sostenibile. Il progetto ha già avuto il via libera dal commissario per la Ricostruzione e a settembre verrà sottoscritto il contratto di Sviluppo con Invitalia».
Soddisfatto il sindaco di Popoli, Dino Santoro, che nei mesi scorsi si è battuto per ottenere la denominazione di Popoli Terme: «Dobbiamo completare una torta e le Terme sono la fetta più consistente. Non meno, però, sono il museo dei motori in fase di restauro, la Taverna Ducale riammodernata e inaugurata, il brand di Città dei motori e la Cronoscalata Svolte di Popoli che si svolgerà ufficialmente domenica dopo le verifiche di questi giorni. Con questi progetti Popoli diventa attrattiva, combatte lo spopolamento e aggancia turisti anche stranieri. Ma è necessario un grosso cambio di mentalità», avverte il sindaco.

