Le terme riaprono il 22 giugno «Speriamo nel ritorno dei turisti»

21 Maggio 2020

Sono in corso i lavori per garantire la sicurezza dei clienti. La Reserve, forse, sarà pronta il 3 luglio Il sindaco De Acetis: «Stiamo programmando la ripartenza con alberghi, pensioni e affittacamere» 

CARAMANICO TERME. Benessere e sicurezza: rimane questo lo slogan sul quale sia la Società delle Terme che l'amministrazione comunale si stanno muovendo per poter garantire, per la prossima stagione estiva, tutte quelle attività che, in estate, riescono ad attirare in paese oltre 120 utenti termali e circa 50mila dediti al turismo montano ed ambientale attratti soprattutto dalle bellezze della valle dell'Orfento.
«Stiamo eseguendo i rilievi necessari ad implementare le misure di sicurezza dei nostri utenti», spiega il rappresentante legale delle società termale Franco Masci, «un lavoro ingente e impegnativo per le varie tipologie di cure e prestazioni che costituiscono la nostra offerta termale. Offerta che prevediamo di mettere a punto entro il prossimo mese di giugno. Alle nostre attività sono legati non solo chi usufruisce delle cure, ma centinaia di operatori sanitari che altrimenti rimarrebbero senza lavoro». «La nostra offerta», prosegue Masci, «rimane quella consueta. Si va dalle cure inalatorie ai massaggi, fino alle piscine termali, proprio per soddisfare la variegata richiesta dei nostri affezionati utenti che raggiungono il nostro stabilimento anche da località di fuori regione».
La data presunta per ripartire è quella del 22 giugno per le terme, mentre il 3 luglio è quella prevista per il centro “La Reserve”. Benessere e sicurezza sono anche gli obiettivi dell'amministrazione comunale diretta dal sindaco Luigi De Acetis, che in questi giorni sta lavorando alacremente per predisporre una programmazione per la ripartenza alla quale, oltre alle cure termali, sono legate le attività commerciali e di accoglienza turistica delle decine di alberghi, pensioni e b&b e affittacamere operanti in paese. «Vogliamo essere pronti a poter ridare ai turisti la possibilità di tornare a respirare il benessere dell'alta valle dell'Orta», spiega il vice sindaco ed assessore al turismo Antonio De Vita, «quest’anno il turismo outdoor sarà uno dei protagonisti dell’offerta turistica del nostro paese, dove si potranno svolgere molteplici attività all’aria aperta come “pesca no kill”, running, trail running, mountain bike, arrampicata, trekking, esperienze a cavallo, quad e tanto altro». «In ogni caso», aggiunge De Vita, «fra gli interventi significativi e probabilmente più impattanti per l'economia del paese, nonché per garantire una sicurezza e un migliore monitoraggio delle presenze anche nella Valle dell'Orfento, l'amministrazione si sta adoperando per convogliare l'afflusso dei visitatori direttamente dal centro urbano, dove sarà prevista l'installazione di un termoscanner per monitorare la temperatura corporea e rilevamento facciale».
«Viste le difficoltà derivanti dall’emergenza Covid-19», conclude il vice sindaco, «l'amministrazione coinvolgerà gli operatori di Majagreen e Majambiente al fine di attuare e pianificare al meglio tutte le strategie atte a garantire una totale tranquillità dei turisti».
Fra gli albergatori si registra la voce di Walter Villani che avverte, a nome di tutti, «di aver provveduto già a sanificare le proprie strutture ricettive e ad implementare tutte le misure necessarie per garantire tutte la sicurezza agli ospiti». «Contiamo di poter registrare anche quest'anno il tutto esaurito», sottolinea Villani, «anche a fronte dei nostri continui sforzi che ci vedono tesi a migliorare di anno in anno la nostra offerta ricettiva e la nostra ospitalità». Insomma il paese è interamente mobilitato, quest'anno più che mai: per gli operatori economici, le varie associazioni e portatori di interessi non essere pronti, nonostante la minaccia del coronavirus, a vivere pienamente una stagione turistica che costituisce la sola linfa vitale per l'economia sarebbe un problema non facilmente recuperabile.
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