Legnini: «Ricostruzione avviata Io il primo tifoso della rinascita»

Tra cifre ed emozioni passaggio del testimone dal commissario al suo successore Castelli
L’AQUILA. «Sono e sarò il primo tifoso della ricostruzione nei prossimi anni. Bisogna allontanare le polemiche di ogni sorta perché è legittimo che il governo faccia le sue scelte ed è legittimo che, chi è preoccupato per il futuro e non condivide delle decisioni, lo faccia sapere. Purché si mantenga sempre nel perimetro della necessità di garantire un futuro a questi territori». L’ex commissario straordinario alla ricostruzione Centro Italia Giovanni Legnini (che resta sull’emergenza Ischia) ha tenuto a smorzare ogni polemica. Seduto di fronte al neocommissario, il senatore di Fratelli d’Italia Guido Castelli, nominato la settimana scorsa dal premier Giorgia Meloni, ha tracciato il bilancio di quasi tre anni alla guida della Struttura commissariale. Poco prima, l’incontro con il ministro per il Sud Nello Musumeci. Dai cantieri aperti alle pratiche concluse, dalla semplificazione delle procedure all’ordinanza 100 di maggio 2020 al nuovo Testo unico per la ricostruzione privata. Fino alla piattaforma digitale che presto entrerà in funzione «pensata e realizzata per rendere più celere la gestione delle pratiche». Un lunghissimo elenco di cifre, che restituiscono la mole di lavoro della struttura commissariale guidata da Legnini. Bilancio tutt’altro che asettico con l’ex vicepresidente del Csm che s’è lasciato andare a un momento di commozione: «Questi tre anni mi hanno un po’ cambiato».
IL REPORT
Il rapporto sulla ricostruzione post-sisma sotto il mandato di Legnini, da febbraio 2020 a gennaio 2023, è sintetizzato in dodici pagine fitte di numeri. Sono quasi 28mila le richieste di contributo per la ricostruzione degli edifici privati per un importo di 10 miliardi e 24 milioni di euro.15.737 le richieste approvate dagli Uffici speciali, con la concessione di contributi per 5 miliardi e 300 milioni, mentre le somme erogate alle imprese, a fronte dello stato di avanzamento dei lavori autorizzati, hanno raggiunto i 2,4 miliardi di euro. E ancora: 8.318 i cantieri conclusi al 31 dicembre 2022, a cui corrispondono circa 20mila singole unità residenziali o produttive riconsegnate. Nel corso dell’ultimo anno le nuove domande di contributo presentate sono state 6.064, per un valore di 3,4 miliardi. Circa 2.500 di queste domande sono state inoltrate, in forma semplificata, dai cittadini che beneficiano del contributo di autonoma sistemazione (Cas) o dell’alloggio nelle soluzioni abitative di emergenza, e che dovranno essere completate entro il 15 marzo 2023. I progetti approvati dagli Uffici regionali sono stati 3.581, con un contributo concesso di 1,6 miliardi di euro. Nel 2022 sono stati portati a termine i lavori in 2.365 cantieri.
FOCUS ABRUZZO
Per quanto riguarda l’Abruzzo sono stati aperti 2.021 cantieri, di cui 1.034 portati a termine. 4.891 richieste di contributo di cui 2.021 concesse e 1.811 attualmente in fase d’istruttoria. Il contributo totale ammonta a 1 miliardo 44 milioni 478.781 euro: 381 milioni 805.108 euro la somma concessa e 151 milioni 944.734 già liquidati. Negli ultimi tre anni i progetti di ricostruzione e richieste di contributo presentati agli Uffici speciali della ricostruzione di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria sono stati 15.860, per un valore di circa 6 miliardi di euro. 11.474 quelli approvati, per un importo di 4,3 miliardi. I pagamenti alle imprese, sulla base dei lavori effettuati, hanno raggiunto la cifra di 2,1 miliardi. Oltre 6.300 i cantieri conclusi. Sul fronte della ricostruzione pubblica si è passati dai circa 1.300 interventi finanziati con 1,8 miliardi dell’inizio del 2020, ai quasi 2.500 attuali, con un impegno di 3,6 miliardi di euro a cui si aggiungono 1.251 chiese ed edifici di culto finanziati con ulteriori 800 milioni.
LE CRITICITà
«La stima complessiva dei danni prodotti dal sisma 2016 al patrimonio pubblico e privato del Centro Italia colpito è pari a 26,5 miliardi», ha detto Legnini, «cifra destinata a lievitare a circa 28-29 dato l’incremento elevato dei prezzi dei materiali edili. Il danno all’edilizia privata è quantificato in 19,6 miliardi di euro. Le risorse complessivamente stanziate dallo Stato per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma ammontano a 16,7 miliardi di euro». Legnini ha rimarcato anche «il dialogo costante con i territori. Sono stati 3 anni intensi in cui tutti abbiamo lavorato con passione, per sbloccare la situazione. Non sono mancati ostacoli: la pandemia, l’esplosione dei prezzi di mercato, il Superbonus 110%. Abbiamo fatto molto, ma la strada è ancora lunga». Tra i risultati, Legnini ha citato lo snellimento procedurale: nel 2019 dalla presentazione della domanda all’apertura del cantiere passavano in media 583 giorni, oggi 130. «Con le ordinanze in deroga abbiamo raggiunto risultati significativi, ma i più rilevanti matureranno nel prossimo biennio». Poi, i ringraziamenti finali prima di passare la parola a Castelli che ha sottolineato come «la condivisione delle scelte sia un modello positivo di ricostruzione, su cui puntare ancora in futuro».
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