Letta: «Il nostro obiettivo? L’alleanza con M5S e civici per conquistare l’Abruzzo»

Il segretario Pd oggi nella nostra regione: alle Comunali puntiamo sulle donne La Sevel? Sì alla produzione di veicoli elettrici, automotive settore fondamentale
È pronto a una full immersion tutta abruzzese ed è come compiere un salto nel passato. Enrico Letta, segretario nazionale del Partito democratico, toscano di nascita e abruzzese di tradizione familiare (la famiglia paterna è originaria di Aielli), sarà oggi in alcune località della nostra regione (vedi programma in pagina) a sostenere i candidati sindaci del Pd. Ore decisive per l’esito della consultazione elettorale che in Abruzzo vede coinvolti 49 Comuni.
Onorevole Letta, tra poco più di una settimana si voterà per le elezioni amministrative. L'alleanza Pd-M5S viene messa in discussione dal perenne conflitto tra il leader grillino, Giuseppe Conte, e il premier Mario Draghi. Lei pensa che l'alleanza sia salda o rischia di saltare nella prospettiva delle elezioni politiche del 2023?
Con i nostri alleati abbiamo iniziato un percorso comune e mi sembra naturale che prosegua anche in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. Le condizioni ci sono. L'importante è condividere un progetto di futuro per le nostre comunità. A queste elezioni amministrative, il fronte democratico e progressista è una realtà nella maggioranza dei comuni al voto. Lo vediamo anche in Abruzzo.
Anche il centrodestra vive forse la crisi politica più pesante dai tempi del Polo della libertà. La frammentazione del quadro non dovrebbe consigliare a tutti una scelta decisa verso il sistema proporzionale? Lei crede che vi siano ancora tempi e condizioni per una riforma?
L’attuale legge elettorale è pessima, l’ho sempre detto. Io sono per cambiarla. Se c’è la volontà, i tempi ci sono. Mi auguro che anche le altre forze politiche si rendano conto che questa è una legge elettorale che non garantisce né rappresentatività, né governabilità.
In Abruzzo, su iniziativa anche del Pd, si sta lavorando a una larga alleanza civica in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Può diventare un cantiere nazionale?
Il nostro obiettivo è costruire e tenere unita una coalizione larga, plurale e aperta al civismo, alternativa ai sovranisti e alle destre. Sia a livello locale, sia a livello nazionale. In Abruzzo, abbiamo rapporti consolidati con le altre forze di centrosinistra, con tante importanti realtà civiche e con il Movimento 5 Stelle. A livello nazionale, abbiamo lanciato a settembre scorso le Agorà Democratiche, un grande percorso di democrazia partecipativa che permette a tutte le persone che si riconoscono nei valori del centrosinistra di presentare le proprie proposte e scegliere quelle che entreranno nel programma della futura coalizione. È un approccio radicalmente diverso dai modelli che hanno dominato negli ultimi anni e sono certo che questa scelta ci premierà.
All'Aquila e in altre città abruzzesi il Pd corre per la conquista del Comune. Lei, alla luce delle ultime elezioni in cui avete prevalso, sente che l'aria è ancora favorevole oppure no?
Abbiamo messo in campo delle candidature di alto livello, sostenute da coalizioni ampie e plurali: dovunque abbiamo cercato di unire tutte le forze e dove non ci siamo riusciti al primo turno lo faremo al secondo. Stefania Pezzopane è la scelta giusta per l’Aquila: si occupa da sempre della città e saprà amministrarla tenendo al centro i valori di prossimità e solidarietà. Ci tengo poi a sottolineare un altro elemento: in Abruzzo, in tre dei cinque comuni superiori a 15.000 abitanti, sosteniamo candidate sindache: oltre a Stefania Pezzopane all’Aquila, Chiara Trulli a Spoltore e Simona Lattanzi a Martinsicuro.
Lei si è espresso per cinque No al referendum sulla giustizia. Ritiene che vi siano argomenti da sottrarre al giudizio del popolo oppure le decisioni parlamentari sono da preferire a prescindere?
È da quando sono stato eletto segretario del Pd che insisto sulla necessità di rafforzare gli spazi di partecipazione e democrazia. Ma il punto in questo caso è un altro: sono convinto che una vittoria del Sì a questi cinque referendum creerebbe più problemi di quanti non ne risolverebbe. Sul tema della giustizia, la Lega ha scelto di tirare la palla in tribuna, dopo mesi di lavoro serio in Parlamento. La via della riforma è imboccata e appunto va completata in Parlamento.
Una delle ipotesi trapelata nelle ultime ore è quella di un nuovo contenitore, una sorta di Ulivo.2, capace di fare sintesi tra la sinistra estrema e le aree progressiste più riformiste. Lei, che fu uno dei protagonisti della stagione dell'Ulivo di Prodi, crede che sia la strada giusta per competere alle prossime elezioni politiche?
Non si tratta di creare un nuovo contenitore. Anche solo evocare formule politiciste non ha senso oggi. La nostra ambizione è offrire al Paese una visione di futuro fondata su tre pilastri: giustizia sociale, diritti civili e sostenibilità ambientale. È la strada giusta per presentarci al Paese con un programma solido, coerente e ambizioso.
Sul Reddito di cittadinanza Renzi sta raccogliendo le firme per cancellarlo e molti imprenditori lo considerano un tappo per la ricerca del personale. Lei lo considera davvero un aiuto per i poveri oppure si tratta di un ostacolo per l'occupazione?
Parlare del Reddito di Cittadinanza è ormai una scusa per non parlare del vero tema del nostro Paese: i salari. L’Italia è l’unico Paese europeo in cui negli ultimi trent’anni gli stipendi sono calati invece di aumentare. È questa l’emergenza.
Il governo non ha inserito il corridoio adriatico tra Lazio e Abruzzo con allungamento fino a Bari tra quelli di nuova istituzione europea. Nell'ottica di una transizione green non sarebbe più utile ripensare la proposta all’Ue?
Il governo sta investendo nella tratta ferroviaria Pescara-Roma anche grazie anche all’impegno assunto dal Pd. A livello europeo c’è stato il riconoscimento dell’alta velocità per il corridoio Adriatico da Ancona a Bari, del porto di Ortona come snodo intermodale all’interno delle reti Ten-te di Civitavecchia come porto core. Tutte scelte di cui l’Abruzzo beneficerà. Ma ciò che manca è un governo regionale all’altezza: oggi mancano visione e programmazione.
Si ipotizza la delocalizzazione della produzione del Ducato della Sevel in Polonia. In Abruzzo esiste il più grande Polo automotive del Centrosud. Invece di attrarre investimenti, così non si favorisce una fuga delle aziende dalla nostra regione?
Intanto accolgo con favore le ultime notizie che parlano di nuove opportunità per la Sevel, attraverso la produzione anche di veicoli elettrici. La sfida più importante per noi è proprio quella di accompagnare i processi di transizione ecologica e digitale, a partire dal fondamentale settore dell’automotive. Su questo si gioca il futuro del Polo della Val di Sangro. Per Fabio Travaglini, il nostro candidato sindaco a San Salvo, è una priorità.
Il fondo complementare del Pnrr opera su due crateri, con 68 comuni interessati e un miliardo 780 milioni di investimento, di cui 700 per le imprese e un miliardo e 80 milioni per le pubbliche amministrazioni. Sono fondi che devono servire per rivitalizzare la vita economica delle due aree devastate dai terremoti del 2009 e del 2016. Sarà possibile, potenziando servizi ed economia, puntare al ripopolamento dell'Abruzzo interno?
I fondi che lei cita sono il risultato della tenacia del Pd. Il rilancio delle aree interne è una grande priorità democratica, sulla quale ci impegniamo da anni. Per invertire la rotta, serve un cambio di approccio: dobbiamo guardare a modelli di sviluppo davvero sostenibili, che mettano al centro le persone, le comunità e i rapporti di prossimità.
Il conflitto in Ucraina, soprattutto se sarà lungo, potrà costare due punti di Pil, stando alle previsioni del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Tutto questo nonostante la crescita nel nostro Paese resista. L'Italia sta facendo davvero tutto il possibile per la pace?
L’impegno dell’Italia per la pace è indiscutibile. Stiamo lavorando a livello europeo per raggiungere il prima possibile un cessate il fuoco, che consenta di aprire negoziati seri. Proprio a questo servono le sanzioni: a fiaccare Putin, per costringerlo a sedersi a un tavolo. In queste ore però la priorità è anche un’altra: sbloccare le riserve di grano bloccate dai soldati russi a Odessa. Dobbiamo fare di tutto per evitare una crisi alimentare globale.
L'emergenza Covid sta scemando, ma il rischio di una nuova ondata autunnale è concreto. L'allentamento delle restrizioni è la strada giusta da seguire?
Dobbiamo fidarci della scienza. Grazie ai vaccini abbiamo riconquistato una dimensione di normalità. Era il nostro obiettivo fin dall’inizio della campagna vaccinale. Chiederemo di mantenere le precauzioni ancora utili, ma ora che le condizioni lo permettono è importante guardare avanti.
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