Locali senza limiti di orari «Così lavoriamo meglio»

3 Aprile 2022

Scaduta l’ordinanza che fissava le chiusure, adesso non ci sono più restrizioni I gestori del centro: «La situazione è più favorevole, ma non ne approfittiamo»

PESCARA. Weekend senza orari per i locali di Pescara. Dall'11 giugno dell'anno scorso il sindaco Carlo Masci ha emanato settimane dopo settimane una serie di ordinanze per disciplinare le chiusure dei locali del food and beverage, distinguendo la zona di piazza Muzii dal resto della città. L'amministrazione si trova ormai da tempo tra due fuochi che giorno dopo giorno sono sempre più incandescenti. Da un lato il fronte dei residenti, che reclama il diritto al riposo e dall'altro lato, i gestori che accusano l'amministrazione di aver desertificato la piazza. Giovedì scorso è scaduto il termine dell'ultima ordinanza, ma questa volta il sindaco non ha tirato fuori nuovi provvedimenti.
«Ci siamo comportati come sempre», rivendica Mario Palladinetti, gestore e referente per piazza Muzii di Confartigianato. «Sfortunatamente le persone si sono abituate a un orario più limitato e quindi intorno alle due meno un quarto, (15 minuti dopo il consueto limite dell'una e trenta, ndc), abbiamo cominciato a ritirare sedie e tavolini. Speriamo che questa sia la volta buona per trovare soluzioni più definitive per cercare il giusto compromesso. Difficile, ma non impossibile». «Ormai c'è una cultura dell'orario che la gente ha assimilato», afferma Pierluigi Pasetti, titolare di diverse attività della zona. «La differenziazione che c'è stata sino a ora genera confusione e induce le persone a frequentare direttamente le aree dove c'è un orario più lungo per non parcheggiare due volte. La difformità tra piazza Muzii e il resto della città è iniqua, anche perché è certo che in piazza non c'è un problema di ordine pubblico». «La clientela ormai viene in determinati orari. Nella nostra zona da tempo si lavora solo con la cena, il dopo cena non esiste più», analizza Viviana Zeri, proprietaria di alcune attività di via Battisti. «Ormai i giovani si sono spostati a corso Manthoné e quindi noi abbiamo chiuso come nelle altre settimane».
«Abbiamo chiuso tutti come sempre», ribadisce Sara Di Blasio. «Ci siamo comportati come se ci fosse l'ordinanza. Quello che vorrei far capire all'amministrazione è che non vogliamo fare la movida fino alle 5, ma sarebbe sufficiente allungare alle 2 nel fine settimana e a mezzanotte e mezzo/l'una nell'infrasettimanale». «Abbiamo tirato un pochino di più, fino alle 2.15 circa», afferma Cristiano Tego, «ma la cosa davvero bella è stata la tranquillità di chiudere senza sentire il fiato sul collo. Il nostro settore è ospitalità e svago e quando si esce nessuno ha voglia di muoversi con tempi stretti. Ecco perché in questo weekend le persone sono state più contente. E anche noi, che abbiamo potuto lavorare con calma, stando attenti a rispettare chi abita in zona e giustamente deve riposare».
«Venerdì non c'è stato quell'affanno all'una e mezzo di dover mandare via i clienti», sottolinea Pietro Kus gestore di Pescara vecchia e referente per la zona di Confartigianato. «Si è potuto lavorare più serenamente. In zona c'è stata più gente del solito, credo perché la fine di alcune restrizioni legate alla pandemia, ma anche l'assenza di orari ha forse invogliato di più alla socialità».