Longhi: «Fondi tagliati, si punta all’autogestione finanziaria»

31 Luglio 2015

«Oltre ai 201mila euro annui, il Comune paga le spese delle utenze di acqua, luce e gas (circa 30.000 euro) e fornisce in comodato d’uso alla Fondazione i locali delle caserme e del bagno penale...

«Oltre ai 201mila euro annui, il Comune paga le spese delle utenze di acqua, luce e gas (circa 30.000 euro) e fornisce in comodato d’uso alla Fondazione i locali delle caserme e del bagno penale borbonico. Ma quest’anno, come accaduto anche con le altre istituzioni partecipate dal Comune, si è dovuto procedere alla diminuzione della contribuzione stabilita in convenzione e lo si è fatto concordando tutto con i vertici della Fondazione Genti d’Abruzzo». Questa la risposta a Salvatore Di Pino del presidente della commissione comunale “Cultura e Turismo”, Emilio Longhi, il quale fa riferimento ai tagli statali e all’attivazione della procedura di riequilibrio finanziario, che hanno comportato un taglio ai contributi comunali del 25%. Quanto poi alla decisione del Cda di chiedere la messa in mora del Comune «è un atto gravissimo», dice Longhi ricordando come prima cosa che «il Cda è in regime di proroga» e poi che la messa in mora «è stata votata anche da Carlo Masci, consigliere comunale in carica. Il tutto», prosegue Longhi, «avviene dopo che è stata spianata la strada alla riforma complessiva dello Statuto della Fondazione», e quindi in un momento di transizione. Il presidente della commissione annuncia che con le novità introdotte di recente la Fondazione «sarà più aperta, trasparente, in linea con le recenti normative sulle nomine pubbliche e più libera dalla politica». Si annuncia «un netto cambio di passo rispetto alle precedenti gestioni» e si punta a «una Fondazione capace di autogestirsi economicamente e che incida sempre meno sulla collettività pescarese». Insomma, si annuncia un futuro diverso, senza le stampelle pubbliche, sempre sia davvero possibile.