Loretoview, le cinque mostre prorogate fino al 30 settembre

9 Settembre 2014

LORETO APRUTINO. C'è tempo fino al 30 settembre per visitare Loretoview, il primo Festival di Fotografia del Paesaggio in Italia, promosso dalla Fondazione dei Musei Civici e dal Comune di Loreto...

LORETO APRUTINO. C'è tempo fino al 30 settembre per visitare Loretoview, il primo Festival di Fotografia del Paesaggio in Italia, promosso dalla Fondazione dei Musei Civici e dal Comune di Loreto Aprutino e curato da Vincenzo de Pompeis, Gaetano Carboni e Giorgio D'Orazio. Dal martedì alla domenica, con orario 10-13 e 17-19.30, la 2ª edizione del festival terrà ancora aperti i battenti (www.loretoview.it) con 5 sezioni di mostre fotografiche organizzate nel centro storico, tra antiche residenze e vie cittadine.

La sezione "Guest" ospita le mostre personali "Lontani dalla guerra" del famoso fotoreporter italiano Franco Pagetti (ex Convento di San Giuseppe) e "Le città invisibili" dell'elegante fotografa svizzera Irene Kung (Castelletto Baldini Palladini Amorotti), con l'obiettivo di mettere a confronto due distinti linguaggi della fotografia contemporanea. La "Storica" propone a Palazzo Guanciali antologie d'immagini di tre riferimenti culturali del secondo '900: il noto graphic designer Heinz Waibl con fotografie da Chicago, Stromboli e Irlanda, il grande architetto Giovanni Michelucci con un personale percorso d'indagine sulle realtà italiane, e il celebre scrittore Giorgio Manganelli, con scatti inediti a supporto di "parole edite" del suo reportage in Abruzzo. Se la sezione "Site specific" espone tra le vie del borgo le affascinanti immagini del fotografo Bruno D'Amicis, tra i vincitori del prestigioso "World Press Photo 2014", la "Young" mette in mostra al Castello Chiola una collettiva di 12 giovani autori, provenienti dall'Italia e dall'estero, ciascuno con un dittico che dialoga liberamente sul tema del paesaggio. Oltre a Loretoview, con lo stesso biglietto (7 euro), sono visitabili il Museo Acerbo di antiche maioliche di Castelli e il Museo dell'Olio.

Domenico Sanguedolce