Ludovica, 6 anni: giocavamo a biliardino, poi quel rumore

22 Gennaio 2017

PESCARA. I bambini sono la parte bella di tutta questa storia. Samuel di 7 anni, Edoardo di 9, Ludovica di 6 e suo fratello Gianfilippo di 8. Sono i primi sopravvissuti tirati fuori dall’albergo raso...

PESCARA. I bambini sono la parte bella di tutta questa storia. Samuel di 7 anni, Edoardo di 9, Ludovica di 6 e suo fratello Gianfilippo di 8. Sono i primi sopravvissuti tirati fuori dall’albergo raso al suolo, quelli che all’improvviso, quando s’iniziava a non crederci più, hanno riacceso le speranze per tutti gli altri. Perché appena tirati fuori dal disastro di Rigopiano parlavano, stavano bene. E ognuno a modo suo ha raccontato. Lo riferiscono gli operatori del 118 che li hanno portati in elicottero da Rigopiano a Pescara e che, come gli altri colleghi della centrale operativa di Pescara stanno gestendo questi giorni di speranza e angoscia con umanità e professionalità. Dovendo assicurare lo straordinario ma anche l’ordinario, fino a fare 16 ore di volo al giorno. Antonello D’Emilio, Luciano Marcucci e Pierluigi Parisi sono tra gli operatori che hanno accompagnato i quattro bambini nel viaggio in elicottero tra Rigopiano e l’ospedale di Pescara da dove, già da domani, inizieranno le prime dimissioni. Ecco Ludovica, che quando esce da quel disastro chiede subito della mamma (che fortunatamente riabbraccerà in ospedale di lì a poche ore), e poi chiede i biscotti. E che durante il viaggio racconta: «Stavamo giocando a biliardino tutti insieme, nella stanza dei giochi. C’era stato il terremoto e avevamo tutti paura. Poi di colpo tutto quel rumore. Ho fatto la pipì sul tappeto, ma di nascosto». Ma ogni bambino tornato alla vita ha vissuto quel viaggio all’inferno in modo diverso, secondo carattere, sensibilità e soprattutto età. Per questo i più taciturni sono i più grandi. Come Samuel ed Edoardo che in barella ai soccorritori non dicono una parola, non chiedono dei genitori. E quando a Edoardo gli chiedono “Sei il più grande, ci hai pensato tu lì sotto ai tuoi amici?”, lui abbozza un sorriso, e risponde di sì. (s.d.l.)

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