«Mai abbandonare il sentiero, indossare scarpe da trekking e affidarsi alle guide»

«Attenzione, in caso di poggia il breve tratto di sentiero che dal ciglio del vallone conduce al fiume diventa impraticabile e anche le lastre rocciose risultano essere molto scivolose. Inoltre è...
«Attenzione, in caso di poggia il breve tratto di sentiero che dal ciglio del vallone conduce al fiume diventa impraticabile e anche le lastre rocciose risultano essere molto scivolose. Inoltre è assolutamente sconsigliabile visitare il luogo nei mesi invernali e nei periodi in cui la portata d’acqua del fiume è notevole». È l’indicazione che si legge sul sito di Majambiente a proposito del sentiero affrontato da Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi. Un sentiero che da contrada San Tommaso porta alle rapide di Santa Lucia. Descritto come facile, da percorrere in un paio d’ore, ma consigliato nel periodo da giugno a ottobre.
È quanto ribadisce anche Paolo Di Quinzio (nella foto), capostazione del Soccorso alpino responsabile per la provincia di Pescara dove, solo l’anno scorso sono stati fatti più di venti interventi. «Una percentuale alta», sottolinea Di Quinzio, «per il territorio abruzzese, che testimonia l’incremento del turismo montano ma che induce anche a fare alcune raccomandazioni».
A cominciare dalla prima regola: «Mai uscire dal sentiero indicato».
«Anche il percorso dove si è consumata la tragedia», spiega l’esperto, «può sembrare facile, ma in questo periodo è davvero difficile e impegnativo perché c’è un terreno scivoloso e umido. A parte la pioggia, è proprio la portata del torrente a bagnare e a rendere ulteriormente scivolose le rocce ».
Più in generale Di Quinzio invita a utilizzare attrezzatura idonea, a partire dalle scarpe. «Da trekking, non da tennis o da passeggio, perché hanno più presa sul terreno».
E poi: «Per chi non conosce la zona dove si vuole fare l’escursione, per i gruppi, è importante andare sempre con le guide che conoscono e sanno dove andare. La realtà è che non tutti si appoggiano a questo servizio, pur offerto da siti specializzati che offrono guide e accompagnato di media montagna». E per chi si volesse affidare ai cartelli, Di Quinzio spiega: «In montagna le situazioni di pericolo dipendono anche dai giorni e dal periodo, tra un mese, anche all’Orta, il livello dell’acqua scenderà. È tutto rapportato alla stagione». (s.d.l.)

