Maiella e Morrone I lavoratori obbligati a fare i volontari

5 Gennaio 2016

Faccia a faccia tra l’amministratore Pezzi e i sindacati «Prima paghiamo Equitalia e poi gli stipendi arretrati»

ALANNO. Un altro mese di lavoro in proroga, senza certezze del pagamento degli stipendi arretrati, e poi si vedrà. Si è chiuso, ancora una volta, senza garanzie per i lavoratori il faccia a faccia di ieri tra l’amministratore unico dell’azienda speciale Maiella e Morrone, Oscar Pezzi, e i rappresentanti sindacali di Fials, Uil e Cgil. I sindacalisti avrebbero voluto sentire rassicurazioni sugli stipendi ancora da percepire (metà mese di settembre, visto che l’altra metà è stata pagata 3 giorni prima di Natale, ottobre, novembre, dicembre e la tredicesima) e sul futuro dei 63 dipendenti dell’azienda speciale che gestisce i servizi sociali in 16 comuni della Val Pescara assistendo anziani, disabili e minori disagiati. Rassicurazioni che, però, non sono arrivate: i lavoratori lavoreranno ancora come volontari.

Perché, ha spiegato Pezzi, le rate mensili da pagare a Equitalia – a causa di debiti originati fin dal 2006 quando nessuno ha pensato di pagare le tasse – hanno la precedenza anche sugli stipendi dei lavoratori. E non si tratta di rate leggere: pesano per 33-35 mila euro al mese. Poi, ha detto ancora Pezzi (dimissionario dal 12 ottobre scorso), se i Comuni continuano a restare morosi e non pagano con regolarità le proprie rette, non potranno mai esserci soldi per tutti. È un cane che si morde la coda. Messa così, le possibilità di sopravvivenza dell’azienda speciale sono davvero poche: la società ha bisogno di liquidità, come recita il verbale dell’incontro di ieri, e la comunità montana Maiella e Morrone, l’ente in liquidazione titolare dell’azienda speciale, e la Regione dovranno decidere cosa fare a partire da febbraio: «Dovranno decidere», dice il verbale, «se dare la possibilità alla società di andare avanti a decorrere da febbraio, o porla in liquidazione». Ma non è detto che una decisione arrivi entro questo mese: l’ipotesi più realistica è che ci sia ancora un’altra proroga. Pezzi ha affermato che, nel caso di cambi di gestione dei servizi sociali, «vengano trovate soluzioni adeguate per la salvaguardia di tutto il personale».

Adesso, i sindacati aspettano un incontro con la commissaria della comunità montana Cinzia De Santis ma, alla richiesta del 1° dicembre scorso, non è arrivata risposta.

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