Malato chiuso in casa L’Ater: via le barriere così lo faremo uscire

2 Agosto 2015

PESCARA. Si apre uno spiraglio per Moreno Colonna, l’uomo di 54 anni che da mesi non esce di casa perché malato di sclerosi multipla e costretto su una sedia a rotelle. Non può uscire dal suo...

PESCARA. Si apre uno spiraglio per Moreno Colonna, l’uomo di 54 anni che da mesi non esce di casa perché malato di sclerosi multipla e costretto su una sedia a rotelle. Non può uscire dal suo appartamento Ater, al secondo piano di via Nora 22, perché nel palazzo non c’è l’ascensore, e ha difficoltà anche a muoversi in casa perché la carrozzina non entra in bagno. Per lui ha lanciato un appello la moglie Gabriella Trabucco, che spera di ottenere un altro alloggio dall’Ater e ha presentato domanda di mobilità ma sembra che i tempi siano davvero lunghi prima di riuscire a raggiungere l’obiettivo. A indicare la strada da seguire è Paolo Costanzi, commissario dell’Ater di Pescara. «Si può pensare di intervenire nell’alloggio dove vive la coppia per rendere il bagno pienamente fruibile da Colonna e per impiantare un trattorino sulle scale, cioè un impianto che gli consenta di scendere e salire nel palazzo. Anzi», fa notare Costanzi, «la famiglia avrebbe già potuto presentare una domanda per beneficiare di un intervento in tal senso, ma non lo ha fatto».

Per la prima volta l’Ater ha ottenuto dalla Regione «350mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli alloggi e, per utilizzare questi fondi, abbiamo scritto a 858 inquilini che hanno problemi di disabilità» spiega sempre il commissario. «Hanno manifestato interesse a beneficiare degli interventi 174 inquilini e stanno per partire i lavori per 60 di loro. Speriamo di ottenere ulteriori fondi per eseguire i lavori anche in altri alloggi».

La famiglia Colonna può quindi tentare questa strada, in attesa di vedersi assegnato un altro appartamento, in un palazzo dotato di ascensore. In via Nora, invece, un ascensore non si può sicuramente installare, mancando le caratteristiche strutturali.

Una valutazione sui lavori da realizzare in casa della coppia potrà essere effettuata solo quando sarà presentata una regolare domanda, per capire se ci sono degli impedimenti all’ampliamento del bagno e al posizionamento del trattorino. Poi, certo, c’è lo scoglio dei fondi, ma «ogni anno l’Ater investe circa 30mila euro per eliminare le barriere architettoniche» per cui, forse, si può sperare che qualcosa si muova.

©RIPRODUZIONE RISERVATA