Malore in bici, muore a 46 anni geologo appassionato di sport

Federico D’Amico, di Spoltore, aveva raggiunto Ortona durante l’uscita con il fratello e un amico Grande sgomento tra chi lo conosceva: «Una persona responsabile, dal fisico atletico e controllato»
SPOLTORE. Lo sport, il sole e le temperature che sanno di estate inoltrata. Doveva essere una giornata sulle due ruote e invece si è trasformata in una tragedia. Il geologo Federico D’Amico, 46 anni, di Spoltore, ieri mattina ha raggiunto Ortona in bicicletta con il fratello Emanuele e con un amico ma il suo cuore si è fermato per sempre. Inutili i soccorsi, inutili i tentativi ripetuti di rianimarlo.
Era un appassionato di sport, per cui andava spesso in bici ed era abituato anche a camminare in montagna per cui chi lo conosce davvero non riesce a darsi una spiegazione del malore che lo ha portato via alla madre, alla sorella, alla sua compagna, senza lasciargli scampo, nonostante la giovane età.
Una morte che lascia sgomenti tanto più che nel giro di pochi giorni, dall’inizio del mese, altre due persone della stessa età hanno perso la vita in circostanze più o meno simili, a distanza di qualche decina di chilometri di distanza: altri due uomini si sono sentiti male durante o dopo l’attività fisica e in entrambi i casi l’epilogo è stato lo stesso, non ce l’hanno fatta. Era il primo giugno quando Ruggero Renzetti, 48 anni, pescarese, è morto al pronto soccorso del capoluogo adriatico, dove era arrivato con le proprie gambe, non sentendosi bene. Nella stessa mattinata aveva giocato a padel. E il 5 giugno un medico di Celano, Francesco Ulanio, 47 anni e una grande passione per lo sport, è crollato a terra nella zona dei grandi alberghi di Montesilvano dopo pochissimi minuti di corsa, attorno alle 7. Un destino che si è rivelato inarrestabile, per tutti e tre.
Ieri D’Amico aveva percorso già diversi chilometri in bicicletta quando si è sentito male. Era partito da Pescara e si trovava in via Tripoli, alle porte di Ortona, quando si è accasciato dopo aver superato anche il tratto in salita che caratterizza la strada di accesso alla città di San Tommaso. È stato immediatamente soccorso dai passanti in attesa dell’arrivo del 118, e in pochi minuti è giunta sul posto un’ambulanza da Ortona. I medici hanno tentato disperatamente di rianimarlo, ci hanno provato per diversi minuti fino a quando non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il suo cuore non si è ripreso.
Oltre al personale del 118, sono intervenuti gli agenti della polizia locale, coordinati dal comandante Livio Feragalli, e la strada è stata temporaneamente chiusa l traffico, dalla zona di Fosso Peticcio a via Fiamma, nei pressi degli uffici giudiziari, per consentire prima di soccorrere il geologo e dopo di avviare gli accertamenti, ascoltando chi c’era e aveva la possibilità di fornire informazioni.
Dell’accaduto è stato informato il procuratore Lucia Anna Campo, e la salma è stata trasportata all’obitorio del cimitero di Ortona.
La notizia è arrivata a Spoltore come un fulmine a ciel sereno visto che il 46enne non sembrava avere problemi di salute, anzi faceva sempre attività, dalla bici alle passeggiate in montagna, stando costantemente attento alla salute, con i controlli. Sembrava non lasciare nulla al caso, da questo punto di vista, e il suo fisico sportivo era indicativo di quanto ci tenesse.
Era socievole, brillante, anche se riservato e pacato. Lo ricorda così anche chi lo ha frequentato da ragazzino, a Villa Raspa, la sua zona di origine, ma poi lo aveva perso di vista, visto che ha studiato e lavorato fuori. Ora, invece, viveva a Spoltore capoluogo ma il lavoro fuori regione lo portava a stare lontano dal paese anche più giorni consecutivi. Con gli amici di sempre, però, il legame era rimasto forte, intatto.
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