Maltrattamenti ai figli disabili: condannata la mamma violenta

6 Ottobre 2020

Tre dei quattro minori avevano disturbi cognitivi. I fatti avvennero nel Pescarese tra il 2011 e il 2014 Secondo l’accusa, la donna picchiava i bambini per futili motivi: ora dovrà scontare un anno e 4 mesi

PESCARA. Condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. Questa la sentenza emessa nel pomeriggio di ieri dal giudice Scalera a carico di una madre di quattro figli (all’epoca dei fatti tutti minorenni), accusata di maltrattamenti continuati sui bambini, tre dei quali affetti da disturbi cognitivi, del linguaggio e del comportamento. La pena, molto probabilmente, ma le motivazioni si conosceranno soltanto il 13 dicembre prossimo, è stata ridotta per lo stato di seminfermità diagnosticato dallo psichiatra De Leonardis, al quale venne affidata dal giudicante una perizia psichiatrica sulla donna, per capire se al momento dei fatti contestati era capace di intendere e di volere: perizia chiesta dal difensore, l’avvocato Carlo Corradi, intervenuto in questa vicenda soltanto dopo il rinvio a giudizio.
Una brutta storia di maltrattamenti in famiglia che hanno avuto come scenario la casa della donna in un centro della provincia di Pescara. Il capo di imputazione stilato dal pm Rosangela Di Stefano, a carico di questa madre è piuttosto pesante: «Percuoteva per futili motivi i figli minori, anche con l’uso di una cinta, lanciandogli addosso le scarpe, graffiando la femminuccia, premendo un giravite sulla nuca di un altro figlio, mettendolo all’interno della vasca da bagno sotto un getto di acqua fredda, strillando ripetutamente incurante dei loro pianti, trascurando i loro pasti e così lasciandoli vivere in un clima di tensione e sopraffazione».
Una vita d’inferno per quei piccoli, andata avanti, stando almeno all’accusa, dal 2011 e fino al 2014. Fatti che naturalmente finirono all’attenzione del tribunale dei minori e dei servizi sociali del paese, dopo la denuncia dell’ex marito della donna che in quel periodo aveva in corso la separazione dalla moglie. Il tribunale tolse i figli alla madre per affidarli prima ai servizi sociali (chiamati a valutare le capacità genitoriali di entrambi) e poi momentaneamente al padre.
Il pm richiese anche un incidente probatorio per ascoltare i ragazzi che avrebbero confermato, in linea di massima, i maltrattamenti subiti. Ci fu anche una consulenza tecnica (nel 2017) per valutare l’attendibilità di tre dei figli, quelli per intenderci affetti da disturbi, che definì il loro funzionamento cognitivo deficitario, tale da influire sulla loro capacità mnestica e sulla loro capacità di rapportarsi con la realtà in modo obiettivo.
Ma in tribunale sfilarono come testimoni anche i vicini di casa dell’imputata, anche chi assistette alla doccia gelata di uno dei bambini.
La pubblica accusa, dopo la sua requisitoria, proprio in virtù di quanto testimoniato dallo psichiatra sulle condizioni della donna (che ora sta seguendo un percorso terapeutico), ha chiesto la condanna ad una pena di giustizia, mentre il difensore ha evidenziato nella sua arringa lo stato di semi infermità e la prostrazione della donna abbandonata anche dal marito in quel periodo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA