Mangia e si sente male a mensa: inchiesta sulle lesioni al bimbo

22 Ottobre 2019

Il pm Benigni ha aperto un fascicolo contro ignoti sul caso di un mese fa nell’istituto Colle Pineta Un budino o uno yogurt provocarono difficoltà di respirazione al piccolo, ricoverato per 4 giorni

PESCARA. Un fascicolo contro ignoti, con una ipotesi di reato di lesioni personali, è all'attenzione del sostituto procuratore Anna Benigni che sta indagando su un episodio che si verificò il 23 settembre scorso, primo giorno di mensa, nella scuola "Colle Pineta" di via Rubicone. La piccola vittima, che ha rischiato uno shock anafilattico, è un bimbo di 3 anni allergico alle proteine del latte e che, per questo motivo, segue una rigida dieta, regolarmente segnalata al Sian di Pescara mediante il deposito del certificato medico specialistico.
LA DENUNCIA La denuncia venne presentata il giorno successivo dai genitori del piccolo che quel giorno era stato ripreso in anticipo a scuola dal padre che notò subito le condizioni preoccupanti del figlio. Nella denuncia il genitore ripercorre tutte le fasi dell'accaduto: da quando entrò a scuola per riprendere il bimbo a quando fu costretto al ricovero nel reparto di pediatria dell'ospedale civile dove i medici emisero una diagnosi di «verosimile anafilassi da allergia alle proteine del latte».
Va subito detto che la dieta speciale che doveva consumare il bambino era stata regolarmente comunicata a scuola e la ditta che distribuisce i pasti, la Serenissima, ne era a conoscenza. E anche quel primo giorno di scuola con la mensa, sembra che al bambino sia stato somministrato il pasto previsto per un soggetto allergico alle proteine del latte.
REAZIONE ALLERGICA Evidentemente - da qui l'apertura di un fascicolo contro ignoti - una operatrice o un addetto alla refezione, deve aver distrattamente somministrato al bambino uno yogurt o un budino, provocando la reazione allergica.
Una vicenda che ha destato subito un certo allarme a scuola e fra i genitori proprio a seguito del gravissimo precedente che si era verificato con la precedente ditta e che aveva portato alla maxi intossicazione di oltre 200 bambini. L'inchiesta di oggi dovrà quindi accertare chi somministrò al piccolo di 3 anni quell'alimento che poteva anche rivelarsi fatale se fosse intervenuto uno shock anafilattico.
Il padre del bimbo si rese subito conto a scuola dello stato del figlio che sudava freddo e non riusciva a respirare bene (gli era stato anche detto dalla maestra che aveva vomitato più volte). A casa la madre gli somministrò subito del cortisone per poi trasportarlo in ospedale, dove rimase ricoverato per quattro giorni.
LA MAESTRA Nel frattempo, il padre aveva contattato la maestra per conoscere il menù di quel giorno e successivamente la stessa società che gestisce la mensa. Una responsabile della Serenissima gli riferì che si era informata dalla scuola: aveva saputo che al piccolo era stato somministrato un budino e ne consegnò due confezioni al genitore. Quest'ultimo, via telefono, lo mostrò alla maestra che però disse che la confezione non era quella, era di diverso colore. Ecco perché adesso i carabinieri forestali che ricevettero la denuncia del padre del bimbo, dovranno svolgere tutti gli accertamenti per capire con certezza che cosa effettivamente accadde quel giorno.
LA DISTRAZIONE Che cosa venne somministrato al piccolo e soprattutto chi materialmente, dimenticando forse della particolare dieta del piccolo, gli diede quel budino o quello yogurt.
E comunque, anche se si è trattato solo della distrazione di qualche inserviente o di una maestra, e non di un errore nella somministrazione del pasto quotidiano confezionato dalla ditta fornitrice, cosa comunque ugualmente grave per le conseguenze che avrebbe potuto procurare al bambino, resta il reato di lesioni personali per il quale la procura sta agendo.
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