Maragno ai 7 fratellini: venite a trovarmi in municipio

15 Gennaio 2015

MONTESILVANO. «Miei cari Dalila, Daniele, Eva, Luca, Marta, Rebecca e Stefano...». Comincia così la risposta del sindaco, Francesco Maragno (foto), ai fratellini di Montesilvano che qualche giorno fa...

MONTESILVANO. «Miei cari Dalila, Daniele, Eva, Luca, Marta, Rebecca e Stefano...». Comincia così la risposta del sindaco, Francesco Maragno (foto), ai fratellini di Montesilvano che qualche giorno fa avevano scritto al primo cittadino. Una lettera accorata quella dei ragazzi, figli di una famiglia numerosa, che hanno dovuto rinunciare a qualche giorno di vacanza in montagna per pagare la bolletta della Tari, un’autentica stangata da oltre 600 euro.

«Nella vostra lettera» scrive il sindaco, «vi lamentate, a ragione, della nuova tassa sui rifiuti, la Tari. Come non accogliere i vostri sfoghi e quelli di centinaia di altre mamme e papà che vengono da me per raccontarmi le loro storie: la mamma e il papà disoccupati che faticano a dare da mangiare ai loro figli, il papà, unico a lavorare in casa, che è tormentato dal fatto che alcune mattine non riesce ad assicurare ai suoi bambini neppure un bicchiere di latte, o la nonnina, con la sua pensione bassissima, che usa per pagare i debiti della figlia sposata e rimane ben poco per affrontare le sue stesse necessità quotidiane...».

Situazioni alle quali, ogni giorno, un sindaco deve cercare di far fronte. «Mi addolora molto» prosegue Maragno, «che possiate crescere con l'idea che una istituzione pubblica, come il Municipio, sia vista come il personaggio cattivo delle favole. Vivere in un Comune non è molto diverso da come si vive in una casa con tanti figli. Insomma, il Comune, come la casa in cui vivete, è un bene comune e ognuno di noi è chiamato ad averne cura».

Poi il sindaco prova a dare una risposta. «Mie cari bambini vivere in una collettività significa anche questo: consentire a molti di beneficiare del lavoro solitario di coloro che, più lungimiranti, non si arrendono a pensare che le cose oggi problematiche, possano cambiare e diventare migliori. Io sono ottimista, siatelo anche voi che siete così giovani e avete una vita da abbracciare davanti a voi. Desidero tanto conoscervi, venite a trovarmi in Comune così che possa ringraziarvi di persona per la vostra lettera e consentirmi di farvi un piccolo dono».