Mare, verso la terza Bandiera Blu Eccellente anche il tratto centrale

Il Comune conta di riconfermare il vessillo e di inserire anche la zona che va da Hai Bin alla Sirenetta Resta esclusa la fascia a ridosso del fiume. Masci: la città è più attrattiva, ma si deve sempre migliorare
PESCARA. Pescara è pronta ad ottenere per il terzo anno consecutivo per la Bandiera blu e quest’anno conta di aggiungere anche un tratto di costa, quello centrale, che nel 2021 e nel 2022 non aveva i requisiti per veder sventolare il vessillo. Ora la zona centrale è caratterizzata da una qualità “eccellente” delle acque di balneazione (non era così in passato), come stabilito da una determinazione della Regione del 2022. Questa “promozione” ha permesso di presentare la candidatura anche per un tratto ulteriore di costa, annunciano il sindaco Carlo Masci e Ester Zazzero, responsabile dell’Ufficio transizione ecologica e valorizzazione del mare e del fiume.
I TRATTI DI COSTA DA PREMIARE Se in passato sono state “premiate” la zona nord (dalle Naiadi a 4 Vele) e sud (dalle Canarie fino alla spiaggia libera al confine con Francavilla), quest’anno la domanda presentata il 19 dicembre alla Fee (che assegna il “titolo”) comprende anche il tratto da Hai Bin alla Sirenetta: 7.850 metri di costa in totale». Resta escluso il tratto che va da via Galilei fino al porto. «Confidiamo di ottenere anche quest’anno il riconoscimento, che ci ha permesso di fare un salto di qualità dal punto di vista turistico, di rendere Pescara più attrattiva, ma anche di acquisire strumenti che i nostri giovani useranno per vivere una città migliore basata sempre di più sulla sostenibilità», commenta Masci. Ma per vedersi assegnare la Bandiera blu la qualità dell’acqua del mare è solo uno dei tanti requisiti richiesti.
GLI ALTRI REQUISITIGli elementi che pesano sulla valutazione della Fee sono diversi. «Pescara spicca a livello nazionale», fanno notare Masci e Zazzero, «per le attività di educazione ambientale nelle scuole». «Qui», prosegue Zazzero, «la rete Eco school coinvolge tutte le scuole di ogni ordine e grado, il che vuol dire che si studia educazione ambientale (corsi on line), all’interno del programma internazionale Eco school, per arrivare alla certificazione degli istituti. Se nell’anno scolastico 2021-2022 erano coinvolti 17mila studenti, ora siamo a quota 20mila. Ed è importante perché dai ragazzi arriviamo ai genitori, per diffondere pratiche sostenibili per il consumo di acqua e luce e per la differenziata». Gli altri fattori riguardano «la presenza di piste ciclabili (37,8 chilometri già realizzati e 11 da realizzare), la raccolta differenziata (leggermente migliorata), l’illuminazione stradale con lampade led (il consumo è passato dal 10.200 kilowatt del 2020, a 8.500 del 2021 a 7.000 del 2022), la presenza di spiagge plastic free (c’è un accordo con i balneatori), le attività di solidarietà nel sociale e l’accessibilità alla spiaggia». E poi «contano le Ztl e le aree verdi attrezzate, i sistemi di mobilità sostenibile e le navette elettriche per il mare». È fondamentale «migliorarsi» ogni anno, «incrementare i risultati, e si sta lavorando su questo», prosegue Zazzero facendo notare che «Pescara si distingue per i servizi offerti.
LA SFIDA DEL VERDE
«La Bandiera blu ha permesso la svolta. Ora ogni anno dobbiamo superarci», dice Masci, che spera si accettino sempre di più «dei modelli alternativi per muoversi e ridurre lo smog, in città. Nel 2023 contiamo di ampliare il verde, per la prossima candidatura, dal parco nord alla pineta sud. Intanto Pescara è diventata la porta dell’Abruzzo. E, con i balneatori, vogliamo migliorare l’accoglienza in spiaggia, per creare un modello di qualità».

