Marsilio e Masci a Rancitelli: «Cambieremo il vostro futuro»

Al Ferro di cavallo la prima tappa istituzionale del tour del governatore nei quartieri “caldi” della città Tappa anche nella palazzina teatro del delitto. E Masci annuncia: butteremo giù anche i palazzi Clerico
PESCARA. «Siamo con voi, le istituzioni sono qui» dice il governatore Marco Marsilio in tour nei quartieri difficili ieri pomeriggio, prima tappa a Rancitelli dove si è consumato il delitto di Capodanno, per un focus sul pesante degrado edilizio e sociale, alla vigilia del summit col prefetto che si terrà oggi in Regione.
Ma la gente del Ferro di cavallo non scende in strada. Rimane alle finestre a filmare con le telecamere la sua visita, a stendere i panni e a osservare il brulicare istituzionale, dabbasso. Il presidente è arrivato nel fortino della malavita locale alle 15, 22, accompagnato dal sindaco Carlo Masci e dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, seguiti da un codazzo di assessori, consiglieri e giornalisti, e un notevole dispiegamento di uomini e mezzi della polizia, carabinieri, polizia municipale guidata da Danilo Palestini.
L’unico urlo che accoglie la delegazione è quello di Camilla Panichi, una residente, che non ci sta a «pagare 15mila euro di affitto arretrato di mio fratello defunto e se per questo debito mi tolgono la casa, mi butto dal quinto piano». Un tecnico del Comune promette di occuparsi del caso e fine della giostra. L’abbraccio istituzionale di Marsilio, Masci, Sospiri e il resto del corteo, prosegue al civico 171, dove 10 giorni fa è morto un giovane, pestato a sangue. Un omaggio alla vittima: cinque piani saliti e ridiscesi a piedi e al buio, perché nello stabile non c’è corrente elettrica da tre anni, rischiarato solo dai fasci di luce di telefonini. L’altro giro, piano per piano, è nel palazzone senza numero civico dove però un cartello avverte: «No volanti, grazie». Non c’è il Ferro di cavallo al fianco delle istituzioni («si ricordano di noi solo quando succede qualcosa di brutto» commenta Juri Spinelli, 21 anni, cantante nel rione, che non vuole l’abbattimento dei palazzi «perché qui ci siamo nati») ma nel vicino parco dell’Infanzia, accanto ai quintali di rifiuti buttati in strada, ad attendere Marsilio c’è un gruppo di residenti del comitato “Per una nuova Rancitelli” capitanato da Francesca Di Credico, che attacca: «Non passi il messaggio che con l’abbattimento del Ferro di cavallo, emblema del degrado della zona, si risolvono i problemi. I cittadini vogliono essere coinvolti e finora siamo rimasti inascoltati. Qui mancano servizi e investimenti, dalla strada Pendolo ai palazzi Clerico, decidete cosa volete che il quartiere diventi e assumetevi le responsabilità». Masci ne approfitta per dare l’atteso annuncio: «Entro sei mesi buttiamo giù i Clerico». E Sospiri conferma: «Demoliremo il Ferro di cavallo con 2 milioni e 200mila euro (410mila solo per il corpo centrale) e al suo posto nascerà una piazza e un impianto sportivo intitolato all’ex assessore Lucio Candeloro che 20 anni fa aveva indicato la proposta come unica soluzione per restituire la vivibilità». Marsilio, che ha annunciato di aver fatto «visite in incognito per conoscere e capire» i quartieri a rischio, si sbottona poco («Che impressione ho avuto? Non amo dare definizioni che diventano marchi») e usa toni diplomatici: «Avete chiesto la presenza delle istituzioni e siamo qui, la politica tutta insieme può delineare una possibilità di riscatto. Domani (oggi) ne parleremo al tavolo tecnico» convocato dall’assessore Guido Quintino Liris, «e prenderemo di petto il problema, intanto abbiamo incrementato fondi per gli sgomberi e impostato quelli per le demolizioni dei palazzi di via Lago di Borgiano. L’esercito? Non manca la repressione delle forze dell’ordine». L’atmosfera si scalda quando una residente di via Trigno, Natalie Leonzio, rivela che durante la fiaccolata di lunedì, in via Sangro è stato accoltellato un ragazzo di colore nel totale silenzio».

