Martedì a secco duemila famiglie «Lavori urgenti sulla rete idrica»

L’Aca bloccherà l’erogazione dalle 9 alle 17 tra viale Primo Vere, via Polacchi e il confine di Francavilla La presidente Brandelli: «Investiamo 10 milioni all’anno per evitare altre emergenze come in passato»
PESCARA. La zona di San Silvestro rimarrà senz’acqua, per una parte della giornata di martedì, per consentire all’Azienda consortile acquedottistica di effettuare lavori di manutenzione ed efficientamento delle reti idriche. L’erogazione dell’acqua sarà sospesa nella zona servita dal serbatoio Colle Breccia. L’intervento sarà eseguito dalle 9 fino alle 17 e il quadrilatero al cui interno mancherà l’acqua è quello compreso tra via Polacchi, viale Primo Vere, il confine con Francavilla e fosso Vallelunga, dove vivono circa 2.000 famiglie. L’Aca non esclude cali di pressione o carenza idrica nelle zone vicine, come via Scarfoglio e le vie parallele.
Proprio in questi giorni l’Aca taglia un traguardo importante e cioè la conclusione positiva della procedura di ristrutturazione aziendale. Domani il consiglio di amministrazione, presieduto da Giovanna Brandelli, relazionerà ai sindaci in merito allo stato della procedura concordataria (omologata ad aprile 2016, amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre). Lo farà durante l’assemblea ordinaria (ore 9, Provincia). Risultati positivi, fa presente Brandelli, che arrivano in un periodo assolutamente particolare, «mai vissuto prima dall’Aca» e si pensi alle «congiunture esterne» vale a dire le «emergenze» che si sono susseguite negli ultimi anni, «tra siccità, aumento del costo delle materie prime e dell’energia. Un banco di prova incredibile», lo definisce Brandelli che domani parlerà anche «dei lavori, dei miglioramenti conseguiti e dei risultati» ottenuti nonostante tutto. A proposito di lavori, i più importanti riguardano «la ristrutturazione e il potenziamento del depuratore di Pescara, in modo tale che potremo assorbire una quantità enorme di acqua, quando ci sono eventi piovosi straordinari (prima andava tutto al fiume). Si sta realizzando il parco depurativo, con un insieme di vasche di accantonamento dell’acqua piovana (che si riempiono quando piove per poi dirottare la portata sul depuratore). E si sta aumentando la presa d’acqua sul fiume Tirino, a Bussi» ma il fatto di doversi interfacciare con il ministero, per quella zona, «rallenta tutto». Quanto all’emergenza idrica, che nel 2021 ha avuto effetti pesanti e che quest’anno è stata scongiurata, «il tempo ci ha aiutato», dice, «le nevicate di febbraio e la temperatura rigida di marzo hanno preservato le riserve». E tra i 10 milioni di investimento annui «è stata data più attenzione alle reti di distribuzione dell’acqua, rispetto alla parte fognaria». Per il futuro è verosimile un aumento delle tariffe, che «remunerano i costi. I costi sono aumentati: quello dell’energia è triplicato, la tariffa no». (f.bu.)

