Masci frena la Lega: il rimpasto quando i tempi saranno maturi

Il sindaco, dopo la lite con il presidente del consiglio Antonelli, assicura: «Nessun contrasto in Comune Il Carroccio preme per il quarto assessore? Amministro la città, non penso alle dinamiche dei partiti»
PESCARA. «Quando i tempi saranno maturi le cose si faranno. Se si faranno». Così il sindaco Carlo Masci parla del rimpasto invocato dalla Lega, primo partito in Comune con 9 consiglieri. E, sulla lite scoppiata durante un vertice di maggioranza, il sindaco sorride: «Il dibattito c’è sempre: c’è stato ieri, c’è oggi e ci sarà domani. Guai se non ci fosse: sarebbe un piattume. È dal confronto che nascono le soluzioni per la città». Masci parla al termine della riunione di giunta: «Tutto regolare, una seduta di routine».
LA LITE Non è andata così, invece, nel vertice dei giorni scorsi: una riunione segnata dalle polemiche tra Masci e il presidente del consiglio comunale, Marcello Antonelli della Lega: all’apice della discussione il sindaco ha minacciato le dimissioni, un gesto provocatorio per gelare gli alleati; Antonelli, invece, l’ha invitato a non perdere tempo. Un putiferio in municipio tra matite spezzate e porte sbattute. Per il sindaco, però, non ci sono contrasti in maggioranza: «Se qualcuno rompesse una matita di fronte a me gli direi che le matite si appuntano e non si spezzano, io lo faccio sempre perché sono un liberale ambientalista».
GLI ASSESSORI La Lega vuole il quarto posto in giunta e mira a cambiare anche l’assessore Patrizia Martelli: i primi segnali, il Carroccio li ha mandati a Ferragosto. Da allora, però, Masci prende tempo e va avanti. Ma ora ci sono altre due trattative da chiudere che complicano la situazione: le elezioni in Provincia del 18 dicembre (le liste si presenteranno il 27 e 28 novembre) e il rimpasto di Montesilvano con FdI che vuole due assessorati. «Io sono proiettato al 100% sullo sviluppo della città e penso ad amministrare, non posso occuparmi anche delle questioni interne ai partiti: per me», dice il sindaco, «esiste una coalizione e basta. Io mi batto, petto in fuori, per i cittadini e le questioni politiche a loro non interessano. Potrei strillare per i temi che interessano ai pescaresi ma non di certo per il rimpasto».
GIRO DI BOA Dopo quasi due anni e mezzo, Masci si trova al giro di boa: «La seconda parte del mandato sarà intensa, determinata e anche frizzante. Si lavorerà tanto», dice, «di certo sarà proficua per lo sviluppo della città: Pescara ha bisogno di scelte coraggiose per fronteggiare le sfide dei prossimi 30 anni». E al fianco di Masci chi ci sarà? «La squadra c’è già, poi se ci sarà la necessità di rafforzarla vedremo come fare, ma senza tensioni: lo faremo nella fisiologia delle cose e non nella patologia, senza stare pensare a quelli che gettano benzina sul fuoco. Di una cosa sono certo: assessori e consiglieri sono tutti impegnati per la città». Giovedì scorso, però, Antonelli e il vice sindaco Gianni Santilli hanno disertato la cerimonia di inaugurazione delle rete da 332 telecamere nonostante la presenza del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni della Lega: «Ma io non mi meraviglio che il presidente e un assessore non partecipino a un appuntamento istituzionale», osserva Masci, «se accade è perché hanno altri impegni per la città e questo mi fa soltanto piacere».
«I MIEI CAMBIAMENTI» Il sindaco però lancia un messaggio, anche ai suoi: «I cambiamenti che la mia amministrazione vuole apportare creano tensioni ma questa è la strada da percorrere per stare al passo con i tempi. Parlo così per viale Marconi», dice Masci riferendosi a uno degli ultimi fronti della polemica, «su cui vogliamo mettere in pratica un sistema dedicato ai mezzi pubblici a zero inquinamento per aggredire le 130mila auto quotidiane che entrano in città. Pescara deve essere moderna, dinamica, all’avanguardia: la città deve anticipare i cambiamenti ed esserne protagonista e non inseguirli con affanno. I nuovi progetti generano contrasti che si cerca di governare. Succedeva anche una ventina di anni fa con le mie battaglie per le isole pedonali: erano osteggiate da tanti e, adesso, sono importanti».

