Masci incalza la Regione: al porto i fondi dei mutui

Operatori e imprenditori preoccupati per il futuro dello scalo marittimo L’idea di Pescara Futura: finanziare il dragaggio con il tesoretto dei risparmi
PESCARA. Le risorse necessarie per mantenere in vita il porto e garantire quella manutenzione continua dei fondali, richiesta dagli operatori e dai marinai, potrebbero essere attinte in parte dal gruzzoletto di 30 milioni di euro risparmiato dalla Regione Abruzzo con le rate dei mutui.
La proposta è del capogruppo di Pescara futura Carlo Masci.
«L’appello a non lasciar morire le imprese», spiega il consigliere comunale di centrodestra, «lanciato da Sabatino Di Properzio e Bruno Santori, può essere accolto sollecitando la Regione a stornare 3 milioni di euro all’anno per garantire il dragaggio dello scalo».
«È una questione di priorità», evidenzia il consigliere comunale di centrodestra, ex assessore al bilancio della giunta regionale guidata da Gianni Chiodi, «nel 2014 la Regione ha risparmiato e messo in bilancio 30 milioni di euro per i mutui in scadenza, lo stesso avverrà nel 2015 con altri 26-27 milioni di euro. Si tratta di somme importanti: è vero che il porto è di competenza statale, ma se si finanziano i Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia, non vedo perché non destinare 3 milioni di euro all’anno per il dragaggio, in attesa che l’iter del piano regolatore portuale faccia il suo corso». L’altra ipotesi messa sul piatto da Masci prevede di «rimodulare una parte dei 150 milioni di fondi Fas per destinarle alle strutture dello scalo».
Al momento per il piano regolatore portuale la Regione ha stanziato tre milioni e mezzo, mentre il Provveditorato alle opere pubbliche ha stornato 1 milione e 950 mila euro.
Un «supplemento di chiarezza» intorno all’intera questione viene invece richiesto alla maggioranza Pd da Guerino Testa (Ncd).
«C’è ancora troppa incertezza», rimarca Testa, «non possiamo assolutamente permetterci che il porto chiuda: la nostra infrastruttura deve continuare ad avere la sua funzione marinara, commerciale e turistica. Gli enti competenti sono tre: il Ministero, la Regione e in parte il Comune».
«Bisogna riunirsi intorno a un tavolo», conclude Testa, «definire con precisione le risorse economiche a disposizione e i tempi esatti per l’approvazione del prp, e infine effettuare una programmazione per i prossimi 4-5 anni».
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