Masci: «Le istituzioni sono presenti a Rancitelli Presto la zona rinascerà»

9 Agosto 2023

Il sindaco difende il lavoro di riqualificazione e il contrasto ai reati «La situazione può migliorare, ma non serve piangerci addosso»

PESCARA. «Lo Stato c’è: è presente, agisce, e la delinquenza lo sa». Ne è convinto il sindaco Carlo Masci che parla di «un sistema di protezione della città che funziona» ma aggiunge anche che «non si può pensare di eliminare i reati dal territorio». L’analisi del primo cittadino arriva dopo la denuncia di don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi, a Rancitelli, che trova sul sagrato della chiesa non solo la fornacella per gli arrosticini ma anche le bottiglie per fumare il crack e vede proliferare i tossicodipendenti, nonostante in quella zona sia venuto meno un fortino della droga, il Ferro di cavallo. Chiede telecamere, don Max, e il sindaco risponde che «metteremo una telecamera anche lì: le nostre porte sono aperte, vogliamo collaborare e ai tavoli che sono stati creati, compresi quelli coordinati dal prefetto, la presenza della chiesa è fondamentale, anche per convincere le persone a credere nelle istituzioni», prosegue Masci che usa il plurale non a caso perché non parla soltanto del Comune.
«A Pescara c’è una grande sinergia tra prefetto, questore, forze dell’ordine, Comune e altri enti. Qui i reati sono in calo, nonostante la città abbia una grande capacità di attrazione, e non ci sono molti episodi clamorosi», fa notare il sindaco prima di focalizzare l’attenzione su una realtà di periferia qual è Villa del fuoco. «Certo ci sono i fenomeni legati all’uso di droga che creano allarme sociale ma non credo che qualcuno pensi che possiamo eliminarli, così come - in generale - non si possono eliminare i reati da un territorio». Ma assicura, Masci, che «i segnali» di un’azione di contrasto ci sono, eccome. «Aggrediamo i fortini dello spaccio che in passato vivevano una sorta di impunità: noi non abbiamo avuto il timore di cacciare chi spacciava e commetteva reati nelle case popolari, e continuiamo a mettere fuori queste persone. L’abbattimento del Ferro di cavallo di via Tavo, dove si sentivano protetti, consente di eliminare un elemento di degrado, fonte di delinquenza, ed è stato possibile grazie a tutte le istituzioni che hanno collaborato. Quei delinquenti sono diventati più vulnerabili, la Procura e le forze dell’ordine hanno agito con indagini e arresti, e questo lavoro va avanti, non si ferma». Potrebbe sembrare uno slogan «ma non lo è», garantisce il sindaco, «perché oggi c’è un’azione determinata e noi ci siamo attivati non solo per eliminare quel cancro del Ferro di cavallo ma anche per promuovere iniziative di altro tipo, dalle opere pubbliche alla cultura. Penso alla strada pendolo, che crea più traffico mettendo in difficoltà la delinquenza, e ai palazzi abbattuti in via Lago di Borgiano per creare un luogo di aggregazione». In prospettiva «ritengo che la situazione possa e debba migliorare, non piangendoci addosso ma facendo cose. Per decenni c’è stata trascuratezza, ora l’attenzione è massima: ci sono sacche di delinquenza che restano, ma le forze dell’ordine ci sono, l’attenzione del prefetto del questore è altissima». E a don Max, il sindaco dice: «Ci siamo, le nostre porte sono aperte».