Masci torna e indica le priorità: porto, salute e aiuti alle famiglie

23 Novembre 2020

Conclusa la quarantena, il primo cittadino ha in programma oggi un vertice sui lavori al molo nord «I ristori dallo Stato devono arrivare presto: Pescara è una delle città più danneggiate dal Covid»

PESCARA. «I pescaresi ce la faranno, non si sono mai fermati durante tutta l'emergenza». «Percepisco preoccupazione e tensione tra i cittadini, esorto il governo a inviare rapidamente i ristori ai comparti commerciali in difficoltà ma intanto puntiamo sui mercati digitali per far conoscere le nostre eccellenze in tutto il mondo». «A causa della pandemia fasce di età agiate sono state costrette a chiedere aiuto, ma la nostra rete di solidarietà ha risposto con efficacia». Dopo una settimana di isolamento in casa (a seguito della positività della figlia) e due tamponi negativi, il sindaco Carlo Masci torna oggi nella trincea cittadina.
Il primo impegno istituzionale è alle 10 per verificare lo stato di avanzamento dei lavori al molo nord del porto. Ma prima di ripartire, Masci rassicura la comunità: «Sto bene, così come la mia famiglia. Ricomincio, ma non ho mai smesso di lavorare. Sono sempre rimasto in contatto on line con la giunta e seguito tutta l'attività amministrativa». E anche l'evoluzione dei contagi. Ieri sono stati 36 in città e 3 morti. Dati Asl che si aggiungono ai 716 contagiati pescaresi, aggiornati a sabato scorso.
Sindaco, come esce da questa esperienza? Ha avuto paura?
«Paura no, preoccupazione sì. Questo virus può non lasciare segni, ma può fare anche tanti danni. Quando arriverà il vaccino anti Covid lo farò, come ogni anno faccio quello antinfluenzale. Ogni giorno contattiamo le famiglie dei contagiati per assicurarci che abbiano i servizi essenziali, compresi i kit per il ritiro dei rifiuti. I nostri ospedali, Covid e di medicina generale, garantiscono le cure adeguate. La pandemia non ci ha trovati impreparati».
Oggi torna in Comune?
«Non mi sono mai fermato, in realtà. Ho seguito l'attività amministrativa attraverso i collegamenti in remoto che sono il nostro futuro, la realtà che tutti abbiamo rincorso per lungo tempo. L'emergenza sanitaria ci ha costretto ad accelerare la rivoluzione digitale dei servizi e i cittadini dovranno abituarsi a questa nuova forma di comunicazione che consentirà di interfacciarsi in tempi brevi per evitare consumi di tempo, energie, suoli. Se non si potranno avere contatti agli sportelli, i certificati saranno sempre più rilasciati con meccanismi digitali. E sarà un processo inarrestabile, nel futuro formeremo i cittadini a usare questo nuovo linguaggio per non restare tagliati fuori. Abbiamo imparato molto dalla precedente ondata quando, durante la consegna dei buoni spesa, 30 centralinisti del call center sono rimasti sommersi da 9mila telefonate in un solo giorno».
Il commercio era già in difficoltà, l'emergenza sanitaria ha dato il colpo di grazia. Ma se le restrizioni impongono al cittadino di non uscire di casa e limitare gli spostamenti, come possono farcela le attività?
«Oggi siamo pronti a lanciarci nella sfida virtuale. Più di 200 operatori commerciali si sono iscritti alla nostra piattaforma (Pescara shopping and life ndc) con cui potranno far conoscere in tutto il mondo le loro eccellenze. E tra qualche giorno uscirà la App, semplice da scaricare, che porterà il mondo a passeggiare dentro la nostra città. Pescara è una delle città più danneggiate perché vive di commercio e servizi, generati da relazioni e contatti oggi rarefatti. Se prima della crisi sanitaria attraeva 300mila persone, con un grande movimento e forza espansiva, con il food che bilanciava l'abbigliamento, oggi è sempre forte ma sofferente. Mi auguro che i ristori arrivino molto presto».
E se non saranno così rapidi?
«Il governo deve capire che dietro ogni negozio ci sono i dipendenti, le famiglie, c'è una filiera che oggi viene danneggiata. Se non dovessero arrivare gli aiuti, il 30% delle attività commerciali rischia di scomparire e non lo permetteremo. Abbiamo fatto un consiglio straordinario per informare i governi e accelerare le richieste del territorio. E fatto la nostra parte: eliminato la tassa di occupazione del suolo pubblico che incassava un milione e mezzo di euro, abbattuto la tassa sui rifiuti, ridotto tutti i balzelli possibili. Ma ciò ci ha posto nella condizione di non poter pagare i servizi con i rientri delle tasse. Quindi, siamo dovuti ricorrere a risorse statali per integrare le spese».
Che Natale ci attende?
«Sono d'accordo col vescovo monsignor Tommaso Valentinetti quando dice che dobbiamo vivere questa festa con semplicità. Aggiungo che sarà un Natale nuovo, da vivere in famiglia e con maggiore spiritualità. Registro un’effervescenza che va oltre, la nostra città è interessata da proposte di investimenti che arrivano da lontano, ma ne parleremo a tempo debito. I pescaresi non si sono mai fermati, snelliremo gli apparati burocratici e ce la faremo».
Che clima respira la gente?
«C'è tensione, rabbia. Il Covid sta trasformando la società. È il primo, vero, evento globalizzato. Sono saltate tutte le certezze e i cittadini hanno paura. Tanti giovani, famiglie, partite Iva, persone un tempo agiate, oggi non sanno come fare la spesa. Ma la nostra rete di solidarietà, tra Coc e associazioni di volontariato, è molto attiva. La rivoluzione è puntare sul digitale, sulla cultura e sul turismo, per ripartire».
I controlli delle forze dell'ordine: per alcuni sono troppi, per altri le misure sono troppo stringenti.
«I controlli interforze ci sono, coordinati dal prefetto e gestiti dalla questura. La sensazione è che la gente sia più attenta, ha capito il messaggio. Ma le ispezioni non possono arrivare ovunque, i cittadini devono usare buon senso ed equilibrio. La mascherina si usa per proteggere se stessi e gli altri, non per evitare i controlli».
Ordinerà una nuova ondata igienizzante sulle strade?
«Le strade vengono lavate e pulite ogni giorno».
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