Masci: una ferita al cuore ma Pescara saprà rialzarsi

Il sindaco: «Il nostro forte spirito di comunità fa sì che la città risorga sempre» Ma è pronto a rivedere il regolamento della Riserva: bisogna poter intervenire
PESCARA. Prima le verifiche sui danni che lo spaventoso incendio di domenica ha causato al polmone verde di Pescara; quindi la richiesta dei risarcimenti e poi una riflessione che riguarderà il piano di assetto naturalistico in vigore. Sono i passi, anticipati dal sindaco Carlo Masci, per tentare di restituire alla città quel tesoro naturale e affettivo che la pineta rappresenta. Il giorno dopo l’emergenza è il momento delle verifiche legate alla sicurezza e della conta dei danni.
Sindaco, come si è mosso il Comune?
«Abbiamo immediatamente attivato i controlli necessari per capire quanto si è espanso il fuoco e quali danni ha provocato. Questa mattina (ieri ndc) sia i vigili del fuoco che i dipendenti del Comune sono intervenuti per vedere i danni nella pineta al suo interno. La zona più interessata dalle fiamme è stata la riserva integrale, quella più protetta, dove non si può neanche entrare. Bisogna capire qual è lo stato degli alberi rimasti in piedi e valutare se necessitano di abbattimento. Intanto si è cominciato con questo tipo di esame sugli alberi verso la strada, che sono i più pericolosi, poiché in caso di instabilità rischiano di crollare sulle persone o sulle auto. Domani (oggi, ndc) alle 10 si alzerà un drone, in accordo con l’aeroporto, per fare un controllo complessivo anche dall’alto e avere il quadro completo degli ettari interessati dal fuoco».
Domenica il presidente della Regione Marsilio si è dichiarato pronto a chiedere lo stato di calamità naturale. Si va avanti?
«Siamo in costante contatto con la Regione. Marsilio alle 12 di ieri ha fissato una video conferenza con tutti i sindaci dei comuni coinvolti negli incendi delle scorse ore e ci ha assicurato la sua disponibilità. Completata la stima dei danni, si potrà quantificare l’entità dei risarcimenti».
L’Ordine dei dottori agronomi ha sollevato perplessità sulle ripercussioni del piano di assetto naturalistico rispetto alla gestione preventiva antincendio. Cosa ne pensa?
«È un tema molto attuale. Da un lato c’è la visione degli agronomi per i quali qualsiasi spazio verde deve essere curato e manutenuto, e dall’altro la posizione degli ambientalisti che ritengono che non si possa intervenire nella riserva integrale. Noi abbiamo registrato che nella zona dove non c’è possibilità di entrare, il fuoco si è espanso più rapidamente. È evidente che una riflessione va fatta, perché non si può rischiare che il fuoco trovi terreno fertile per alimentarsi e arrivare alle abitazioni».
Pescara già dalle prime ore si è stretta attorno alla pineta. È un segnale di appartenenza?
«Da pescarese ringrazio tutti quelli che si sono impegnati, da chi era sul canadair, ai piloti degli elicotteri, alle istituzioni che sono state sul posto fino a che il fuoco non è stato domato. E poi i cittadini che con mezzi di fortuna si sono dati da fare. Pescara ha uno spirito di comunità forte che si è messo in moto. Uno spirito che fa sì che la città risorga sempre. Come dopo la guerra. Come durante questa pandemia. E ora in questo dramma che ha colpito le nostre radici».
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